RACING EXTINCTION: un documentario in contemporanea mondiale in 220 paesi.

In un articolo precedente che trovate a  questo link abbiamo parlato del rischio di estinzione di moltissime specie a causa degli stravolgimenti climatici che hanno cambiato la faccia del pianeta nell’ultimo trentennio, ma l’aumento della concentrazione di CO2 e la modifica degli habitat non sono l’unico motivo per cui tantissimi animali fra anfibi e mammiferi rischiano di scomparire dalla faccia della terra.

Il traffico degli animali selvatici e il mercato nero che ne consegue sono un’altra emergenza internazionale che va affrontata al più presto: sono tantissime infatti le specie a rischio che vengono catturate con i metodi più cruenti per essere rivenduti come animali “ornamentali” per ricchi senza scrupoli, oppure uccisi a scopi medicinali per quella parte del mondo che vive ancora di tradizioni discutibili e a spese dei più indifesi.

Sono ormai anni che attivisti ed esperti girano i mercati più pericolosi tra Indonesia, Argentina, Thailandia, Cina, Hong Kong e Tonga con l’ausilio di telecamera nascoste per documentare una realtà quasi del tutto sconosciuta agli occhi del mondo. Da questa esperienza che ha cambiato le loro vite e sicuramente cambierà anche le nostre é nato un documentario: “Racing Extinction”, diretto dal premio Oscar Louie Psihoyos (The Cove, 2009) premiato al Blue Ocean fil Festival come “the best Feature Documentary”.

Questo documentario potremo vederlo in contemporanea mondiale con altri 220 paesi domani 2 dicembre alle 21 su Discovery Channel (esclusiva Sky sui canali 401/402). Per 24 ore infatti, a partire dal fuso orario della Nuova Zelanda fino agli Stati Uniti potremo tutti vedere il risultato di anni di indagini che hanno portato a “un punto di svolta per dare il cambiamento di rotta che ci serve, nell’ottica di conservare un pianeta che possa sostenere la vita di tutte le specie”, come dice lo stesso regista.

Nell’attesa intanto potete farvi un’idea guardando questo link in inglese: http://racingextinction.com.

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