Il glifosato in Argentina non uccide:fa di peggio. Ma l’Europa non impara…

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A pochi giorni dal rinnovo per altri 7 anni dell’uso di glifosato da parte del Parlamento europeo arriva un’intervista fatta al fotografo che nel 2014 aveva scioccato il mondo con gli scatti fatti in Argentina sul costo umano del glifosato.

Nelle zone rurali di questa nazione infatti sono state fatte scelte a dir poco assurde per limitare al massimo la manodopera e massimizzare i profitti dei campi coltivati: più del 60% dei campi ad esempio è coltivato ad OGM e per tenere coltivazioni così resistenti sotto controllo i campi vengono, (tutt’ora), irrorati con aeroplani che spargono cocktail a base di glifosato e altri erbicidi, forse anche più pericolosi e velenosi.

“Questo lavoro è dettato dal mio amore per la natura. Ho lavorato per trovare prove su questa situazione, trascorrendo giorni interminabili da solo con la mia macchina fotografica, viaggiando per oltre seimila chilometri sulla mia auto di vent’anni, per dare il mio contributo affinché tutto questo finisca”. 

Ha dichiarato Pablo Ernesto Piovano a Burn, il magazine dedicato ai fotografi emergenti. E di certo c’è voluto fegato, visto quello che si è trovato davanti e di cui è riuscito a trasmettere al mondo una visione anche troppo realistica e scioccante…

Vi do qualche numero per mostrarvi la dimensione della catastrofe: Nel 2012 sono stati spruzzati 370 milioni di litri di pesticidi tossici su 21 milioni di ettari di terreno.
I casi di cancro nei bambini che vivono in queste terre sono triplicati in dieci anni, mentre i casi di malformazioni riscontrate nei neonati sono aumentate del 400 per cento. Incalcolabili invece i casi di malattie della pelle e i problemi respiratori riscontrati senza motivo apparente nei giovani e negli adulti.
13,4 milioni di argentini (un terzo della popolazione totale) ha subìto gli effetti negativi del glifosato.
Questi sembrano numeri così spaventosi che dovrebbero indurre qualunque nazione a ripensare alle sue politiche agricole, ma l’Argentina non solo non ha fatto in modo di avviare indagini a carico di questo prodotto, ma non ha nemmeno fermato i diserbi dei campi. Ad oggi 22 dei 90 milioni di ettari coltivati a soia ogm nel mondo sono in Argentina.
Pensate che siano a rischio sono i poveracci della nazione che vivono ai margini dei terreni agricoli? Direi di no…Recentemente un team di ricercatori dell’Universidad Nacional de La Plata ha trovato tracce di questo erbicida nell’85% dei prodotti per l’igiene personale che contengono cotone, venduti normalmente nelle farmacie e nei supermercati dell’Argentina, Quasi il 100% del cotone prodotto in Argentina è OGM e subisce applicazioni di glifosato a “bozzolo aperto”.

Perché tutto questo? Bhè, diciamo che questa nazione sud americana non è famosa per la sua onestà e trasparenza, e così come succede spesso in Italia sono proprio i suoi vertici ad essere così palesemente in conflitto di interessi da spiegare tutto ciò che accade: Leonardo Sarquís, ex direttore generale della divisione sementi della Monsanto, è attualmente il ministro delle risorse agrarie della provincia di Buenos Aires, il centro della produzione agricola dell’Argentina.

Bisogna aggiungere altro? Non credo…

Anzi si, qualcosa va aggiunto, perché l’Europa a quanto pare guarda ma non impara.

A quanto pare quindi, visto che con ci sono conferme tali da giustificare la messa al bando del glifosato secondo l’europa dovremo tenercelo per altri 7 anni.
Nel frattempo il brevetto di questo erbicida diventato famoso negli anni 70 in America è scaduto quasi in tutto il mondo e se prima si poteva demonizzare la Monsanto, che comunque santa non è non sarà mai, ad oggi possiamo anche condannare altre 20 aziende in Europa che traggono profitto dalla sua produzione. Il perché è semplice: è l’erbicida più usato nel mondo, anche in Italia i suoi consumi sono alle stelle.
Speriamo solo che le province e le regioni che ne vietano l’utilizzo con ordinanze varie siano sempre più numerose e che la mia legge venga presto discussa in Parlamento…

Per ora però, come al solito, comanda il soldo che vale ben più delle vite umane, a quanto pare…

Vi lascio al video dell’intervista:

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