Nelle amministrazioni pubbliche accade una cosa strana.

I dipendenti prendono una percentuale ogni volta che realizzano un progetto. Lo sapevate?

Con la modifica apportata nel codice dei contratti avvenuta con l’approvazione del decreto 90 a inizio agosto questa percentuale è pari al 2% dell’importo totale del progetto. Questo significa che ad esempio per un progetto di  1 milione di euro i dipendenti che hanno partecipato alla progettazione si spartiscono 20 mila euro. Non male vero?

Soprattutto se si considera che gli stessi dipendenti ricevono già uno stipendio per i lavori che svolgono e che per progettare utilizzano strutture e mezzi messi a disposizione dalle stesse amministrazioni e quindi pagate dalla collettività. Questa norma era stata inserita per incentivare la progettazione interna e diminuire l’uso di collaboratori e professionisti esterni alle amministrazioni. Questo però provoca una disparità tra chi svolge l’attività di libero professionista che deve districarsi tra concorsi e bandi sostenendo pesanti spese e chi invece opera all’interno delle amministrazioni pubbliche. Una disparità si crea anche all’interno delle amministrazioni stesse dove alcuni dipendenti hanno la possibilità di aumentare le proprie entrate mentre altri che non possono partecipare a nessuna delle fasi della progettazione devono “accontentarsi” del normale stipendio. A volte capita anche che figure all’interno delle amministrazioni che non hanno alcuna qualifica vengano coinvolte in qualche modo  proprio per potergli consentire di partecipare alla “spartizione” dei proventi della progettazione. Questo meccanismo porta anche alla progettazione a tutti i costi a scapito spesso delle operazioni di manutenzione per le quali al contrario dei nuovi progetti non sono previsti incentivi. 

Con le modifiche apportate dal decreto 90 il 20% del valore del progetto è destinato alle casse delle amministrazioni pubbliche che per questi aspetti devono redigere un regolamento interno.

Ho appena depositato in proposito una interrogazione per sapere se le amministrazioni si stanno adeguando redigendo questi regolamenti e se non si ritiene anche opportuno aumentare quella percentuale destinata alle amministrazioni che attualmente è pari al 20% in modo da garantire maggiori introiti alle casse da poter usare ad esempio per le operazioni di manutenzione.

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