BURCHIO RESORT A PORTO RECANATI: LE MARCHE SI SFREGIANO DA SOLE. PRONTA INTERROGAZIONE

porto recanati

Nelle Marche, quando si tratta di piani regolatori, pareri di organi competenti e vincoli archeologici e paesaggistici, molto spesso la modalità “tarallucci e vino” impera. Quella del resort al Burchio a Porto Recanati è una vicenda grottesca. Per regalare ai russi uno scenario da sogno e per permettere agli americani di giocare il golf, si vuole arrivare a sfregiare in modo irreversibile un’area dal grande valore storico e paesaggistico: roba da pazzi. Il caso più che vergognoso è surreale, tanto che è arrivato persino sulle scrivanie del Consiglio di Stato. Il quale, come logico che sia, ha congelato tutto l’iter e imposto l’altolà alla società Coneroblu Srl, almeno fino ai primi mesi del 2016. Quest’ultima, però, non ha intenzione di mollare. A nostro avviso, il progetto di questo “paradiso turistico” va passato nel tritacarte o comunque stravolto: in una zona costiera dove di scempi edilizi ce ne sono già a bizzeffe, aggiungercene un altro ci pare incredibile. Senza contare che ci sono pareri negativi della Soprintendenza di Macerata completamente ignorati dal Comune negli anni e che diverse tavole del Piano Regolatore andavano ridisegnate in toto, l’iter doveva  interrotto in via definitiiva. Considerando inoltre che il progetto dell’impresa prevede un’area fabbricabile che va a cadere per una parte sull’ansa del fiume, aspetto questo che rende l’idea ancor più scellerata.  Infine, ci si chiede se davvero una struttura extra-lusso sia così decisiva in termini di ritorno economico e di incremento di posti di lavoro. Per tutti i motivi che ho elencato, ho depositato un’interrogazione parlamentare al ministro dei Beni e delle Attività Culturali, al fine di avere un intervento diretto da Roma su questa insensata struttura

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