WHIRLPOOL ANNUNCIA ALTRI 480 ESUBERI. RENZI E SPACCA COMPLICI DI UN PIANO SCIAGURATO

whirlpool spacca renziLupus in fabula, verrebbe da dire. Dopo quasi due mesi di silenzio sul futuro della componente impiegati, Whirlpool scopre le carte e configura uno scenario occupazionale davvero scabroso per la forza-lavoro di Indesit. Il colosso americano aggiunge ulteriori 480 esuberi: il numero complessivo dei tagli sale così a 2.060 su 6.700 dipendenti, di cui 1.430 nelle fabbriche, 150 nella R&S e 480 nell’amministrazione, come ha reso noto prontamente la Uilm. Numeri insultanti, visto che ci troviamo di fronte ad un’azienda che succhia soldi pubblici e non da ieri. In tutti i tavoli al ministero dello Sviluppo Economico, i vertici dell’azienda hanno sempre fatto spallucce fornendo risposte sempre elusive e torbide, con la complicità totale dei componenti dell’esecutivo, a partire dal premier Matteo Renzi che dieci mesi fa aveva definito l’acquisizione di Indesit come “un’operazione fantastica”. Oggi, Whirlpool presenta un conto salatissimo: dei 480 nuovi esuberi annunciati negli uffici amministrativi, 200 sono a Varese, 200 a Fabriano, 80 a Milano. Inoltre si sta valutando di accorpare i siti di Comerio (Varese) e di Milano in un’unica sede ancora da individuare in Lombardia. Infine, un particolare da non sottovalutare: l’azienda americana si dice pronta a non licenziare fino al 2018, ma soltanto se messa in condizione con ammortizzatori sociali adeguati: il che significa cassa integrazione a cascata per i prossimi tre anni. Una strategia insultante, che vede ancora una multinazionale giocare con la vita delle persone sul suolo del nostro paese. Il governo non può continuare a stare guardare spalleggiando ogni mossa di Whirlpool: serve un’opposizione totale a questo piano. Noi continueremo a tirare per la giacca Renzi e i suoi, sempre più responsabili di questo sfascio, e ad opporci con ogni nostro mezzo allo scenario lacrime e sangue prefigurato da Whirlpool.

Il piano di tagli colpisce in maniera netta, come un fendente, anche le Marche. Soltanto a Fabriano la scure colpirà 200 impiegati, forse anche più. Negli ultimi due mesi, i componenti dell’esecutivo regionale delle Marche non hanno fatto nulla per incalzare Whirlpool di fronte a un piano industriale che è insensato, in quanto getta in mezzo a una strada centinaia di famiglie. Il presidente delle Marche Gian Mario Spacca in questi giorni sta facendo il bello e il cattivo tempo nella campagna elettorale per le elezioni regionali, snocciolando promesse di pulcinella a destra e a mancina. Lo scorso luglio però, quando era ancora nel Pd e quindi sulla stessa sponda del premier Renzi, disse le testuali parole: “Ho parlato io stesso con gli americani e questa acquisizione di Indesit soddisfa tutti: con loro avremo una strategia industriale di lungo periodo”. Non sappiamo quali siano nel lungo periodo le intenzioni del colosso Usa, ma nel breve esse prevedono solo tagli indiscriminati alla forza-lavoro dell’ex azienda della famiglia Merloni. Le responsabilità di Spacca e dei suoi scagnozzi sono evidenti, per questo chiediamo a lui e ai componenti del governo regionale coinvolti nella trattativa della scorsa estate di avere uno scatto di dignità e di fare un passo indietro rispetto alle imminenti elezioni regionali, che siano essi nel Pd o in Marche 2020. I marchigiani hanno già vissuto sulla propria pelle le conseguenze della loro incompetenza, è ora di finirla qua”.

Nella foto trovate le parole di giubilo di Renzi e Spacca lo scorso luglio. I risultati si sono visti oggi.

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