TTIP: SCHULZ SE INFISCHIA DELL’ISDS E FA  PASSARE UNA RISOLUZIONE ANNACQUATA. MA HANNO PAURA

TTIP ISDS SCHULZIn Europa i tecnocrati si fregano le mani, e danno il TTIP, il partenariato transatlantico su commercio e investimenti fra Unione europea e Stati Uniti, ormai per cosa fatta. Attenzione però: col voto alla mozione di ieri, non si è approvato il TTIP, ma soltanto le “raccomandazioni”  dell’Europarlamento a coloro che stanno portando avanti i negoziati. Popolari e socialisti hanno dato luogo a un compromesso vergognoso, con la regia del plenipotenziario di Strasburgo: non si muove una foglia senza che Mister Martin Schulz voglia. Però questo è il segnale lampante che hanno paura, che i nostri portavoce stanno facendo un grande lavoro rompendo le loro uova nel paniere. Il presidente dell’assemblea Ue ha impedito che venisse votato il nostro emendamento contro la clausola dell’ISDS, il noto arbitrato che permette alle major di fatto di rivalersi sui singoli Stati di fronte a norme a loro sfavorevoli. Uno scempio, senza dubbio: lo stesso Schulz si fa beffe delle regole che lui stesso e i suoi sodali hanno messo per iscritto. Altro emendamento a saltare, quello sulla Human Rights Clause, che avrebbe anteposto la tutela vincolante dei diritti umani rispetto alle dinamiche di mercato. Resta un capitolo sullo sviluppo sostenibile solamente consultivo senza nessuno strumento impositivo. Viene bocciata la lista positiva per i servizi pubblici, che avrebbe permesso di scrivere nero su bianco i servizi che si vogliono mettere sul mercato, salvaguardando quelli non elencati. E’ stata bocciata persino la possibilità di inserire il riferimento a settori sensibili da escludere dal negoziato, come dovrebbe avvenire per alcune produzioni agricole, fortemente a rischio di estinzione. Insomma, un testo annacquato senza il minimo paletto per le multinazionali e senza la minima tutela per indicazioni geografiche, particolarità territoriali e tutele per chi produce per così dire “in piccolo”. Giornali e tv stamattina vi parleranno di grande vittoria, in realtà è una sconfitta per tutta la democrazia quanto accaduto ieri a Strasburgo. Schulz però è consapevole di aver vinto una battaglia, ma la strada verso il TTIP. E noi vogliamo renderla più irta possibile per questi signori che vogliono definitivamente venderci alle lobby.

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