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Martedì 10 marzo è stato diffuso il Comunicato stampa di Città del vino, riportato nel box in fondo,  per ribadire la contrarietà al progetto di realizzazione del pozzo di esplorazione per la ricerca di idrocarburi nel territorio del comune di Ripatransone nella provincia di Ascoli Piceno.

Nelle parole del comunicato ho ritrovato sottolineate  tutte le criticità che ho inserito nel testo dell’interrogazione parlamentare depositata a metà febbraio rivolta   al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dell’interno, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro dello sviluppo economico. 

Nel testo dell’interrogazione (che potete leggere cliccando sul bottone rosso in fondo al testo) ho evidenziato il fatto che il sito è ad una distanza di soli 600 metri in linea d’aria dal centro abitato di Ripatransone (Ascoli Piceno), a poche decine di metri da alcune case sparse, a 250 metri dal Monastero delle Suore Passioniste e a 200 metri dall’Azienda Agricola Le Caniette.
Quello di Ripatransone è il secondo centro storico per estensione della provincia di Ascoli Piceno ed è denominato Belvedere del Piceno per l’elevatissimo valore paesaggistico del territorio. Senza considerare il fatto che ospita numerosi edifici vincolati, essendo essi classificati di interesse architettonico e storico. Tutto questo gli ha fatto ottenere la «bandiera arancione» del Touring Club che ha affiancato il titolo di città del vino e città dell’olio. 
Lo stesso Monastero delle Suore Passioniste è incluso nella lista del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la scheda 1100060601, essendo, tra l’altro, di fondazione cinquecentesca. L‘area di cantiere è interna all’area vincolata dal piano paesistico regionale delle marche nell’ambito denominato «Paesaggio agrario di interesse storico-culturale Montefiore dell’Aso-Ripatransone» e i prodotti agricoli del territorio sono esportati in tutto il mondo.
Solo nel territorio di Ascoli Piceno con l’ultima programmazione sono stati effettuati investimenti dell’ordine di 140 milioni di euro sulle produzioni di qualità e per supportare la multifunzionalità dell’agricoltura, anche come attrattiva turistica.

Considerato tutto questo sembra assurdo che un progetto di questo tipo che porta con se elevati rischi di incidenti possa essere autorizzato.

Ieri ho diffuso un comunicato (che potete leggere cliccando sul bottone verde) per ampliare un pò lo sguardo e per evidenziare come nella regione Marche siano molteplici i progetti che rischiano di mettere in serio pericolo la salubrità dell’ambiente e quindi la salute e lo stile di vita dei cittadini. Mi riferisco in partiolar modo ai progetti per lo stoccaggio sotterraneo di gas nei territori, e sotto i centri abitati, di Sant’Elpidio e di San Benedetto del Tronto e quello di stoccaggio di CO2 nel fronte mare di Senigallia.
Dalla Regione sembra che siano tutti affacciati alle finestre a vedere cosa accade senza proferire parola. I cittadini stanno alzando la voce organizzando incontri e campagne di informazione per sensibilizzare l’opinione pubblica ma le pareti di Palazzo Raffaello sembrano insonorizzate.

Il MoVimento 5 Stelle si pone al fianco dei comitati e chiede che anche su questi casi venga fatta la massima chiarezza perchè devono essere ben chiare le responsabilità di ognuno.

[button color=”green” size=”small” link=”http://www.tmnotizie.com/ripatransone-contro-le-trivelle-la-nota-dellon-terzoni/” ]COMUNICATO STAMPA[/button]

[button color=”red” size=”small” link=”http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=31976&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27″ ]INTERROGAZIONE[/button]

[box type=”shadow” ]COMUNICATO STAMPA di Città del Vino “Quel cantiere deturpa la Città del Vino” Mobilitazione tra i cittadini e i viticoltori a Ripatransone (Ascoli Piceno) contro il progetto di perforazione per la ricerca del metano. A pochi giorni dall’esplosione del gasdotto in Abruzzo nel comune in provincia di Ascoli Piceno cresce l’allarme. Cittadini riuniti in comitato e Comune contrario, ma per ora i lavori vanno avanti E l’Associazione Nazionale scrive al Mipaf: “Danni per ambiente ed enoturismo” No al metano tra le vigne di Ripatransone (Ascoli P.). C’è allarme nella Città del Vino marchigiana a causa di un discutibile progetto di perforazione della compagnia Appennine Energy ad appena 600 metri in linea d’aria dal centro storico e in un contesto di pregio ambientale e produttivo. Allarme cresciuto anche dopo l’esplosione del gasdotto avvenuta pochi giorni fa in Abruzzo. Così raccogliendo le preoccupazioni dei cittadini, dei viticoltori locali e dell’amministrazione di Ripatransone le Città del Vino hanno inviato al Ministro per l’Ambiente Gianluca Galletti (e alla Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali, Divisione II Sistemi di Valutazione Ambientale) una lettera con la quale si esprime forte preoccupazione riguardo al progetto di “Perforazione del pozzo esplorativo Il Cancello 1 dir” finalizzato alla ricerca di gas metano nel territorio nonostante il recente parere contrario del Comune. Contro il progetto si stanno esprimendo moltissimi cittadini ed è nato un “Comitato NO Trivellazione a Ripatransone” che ha inviato al Ministero dell’Ambiente dettagliate osservazioni che illustrano i motivi della contrarietà: danni evidenti al paesaggio e forte impatto che produrrebbero le escavazioni, inquinamento dell’aria, inquinamento acustico e rischio per le falde acquifere. Inoltre danni complessivi all’assetto di un territorio a vocazione vitivinicola ed enoturistica. Nella zona operano alcune cantine conosciute sui mercati nazionali e internazionali per i loro prodotti; molte utilizzano metodi di coltivazione e produzione biologica che appaiono incompatibili con le perforazioni, che rischiano di compromettere il valore, l’immagine e la qualità dei prodotti. “Tutto questo appare in forte contraddizione, tra l’altro, con lo spirito che anima la prossima edizione di EXPO 2015 che ha nella qualità del cibo e nel rapporto tra buona alimentazione e ambiente, il suo tema centrale – afferma Pietro Iadanza, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino – e per questo auspichiamo che il progetto di perforazione sia accantonato e che si proceda invece ad un ulteriore impegno vero la valorizzazione e la promozione delle bellezze ambientali, paesaggistiche, agricole ed enogastronomiche del nostro Paese, considerate giustamente anche dagli indirizzi governativi elementi su cui puntare in futuro per uno sviluppo equilibrato e sostenibile.” Oltre al rischio di inquinamento dell’ambiente, e a rischi per la sicurezza, la preoccupazione del Comune di Ripatransone è anche per l’impatto paesaggistico che le perforazioni potranno avere, tenuto conto che la torre di perforazione alta 52.3 metri (dato di progetto) e il relativo cangtiere, sarà ubicata in prossimità delle mura medievali del centro storico della Città del Vino di origine medievale; si tratta di uno dei paesi marchigiani con una ricchissima storia e importante a livello artistico per i numerosi monumenti, palazzi, chiese, opere d’arte. Situata a 494 metri s.l.m. gode di un bellissimo panorama e per questo è denominata “Belvedere del Piceno”. Il cantiere si troverebbe a circa 600 metri in linea d’aria dal centro storico e a ridosso di monumenti di interesse storico-artistico. La zona, come ricordato, è sede di alcune aziende agricole e vitivinicole particolarmente conosciute per i loro ottimi prodotti; vi operano aziende che si sono specializzate nell’agricoltura biologica e molti dei vigneti sarebbero a ridosso del presunto cantiere. I danni legati all’immagine del paese sarebbero cospicui: sarebbero colpiti il paesaggio, il turismo, le produzioni enogastronomiche, la qualità della vita dei suoi abitanti. Ripatransone è Città dell’Olio, Città del Vino, Città del Sollievo e Bandiera Arancione e per ottenere tali riconoscimenti ha dovuto rispettare vari parametri qualitativi. Molti cittadini si chiedono: come possiamo essere “Città del Sollievo” se subiremo un impatto acustico violento con le perforazioni? E come si può essere Città dell’Olio o del Vino se gli ulivi e vigne sono a ridosso di un cantiere che emette pesanti quantità di gas di scarico? E come si può essere “Bandiera Arancione” che sottintende, da parte del Comune, la valorizzazione del patrimonio culturale, la tutela dell’ambiente, la cultura dell’ospitalità, l’accesso e la fruibilità delle risorse, la qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici. La Bandiera Arancione è uno degli strumenti con il quale il Touring Club garantisce ai turisti qualità e accoglienza e alle località uno strumento di valorizzazione. Infine, secondo Il Comitato, anche i Paesi limitrofi subiranno una ricaduta negativa. Da sempre le Marche sono caratterizzate dalla bellezza dei luoghi, dalle colline che sembrano dipinte, dal panorama che dai colli volge al mare. La concessione “Santa Maria Goretti” comprende vari paesi (Offida, Cossignano, Colli del Tronto, Monsampolo del Tronto, Castorano, Spinetoli ed Acquaviva Picena), quindi vi è la possibilità che un territorio così di pregio venga irrimediabilmente deturpato. Associazione Nazionale Città del Vino Ufficio stampa[/box]

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