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Tecnowind: epilogo fa malissimo, lavoratori non meritano altre promesse fasulle

Tecnowind: epilogo fa malissimo, lavoratori non meritano altre promesse fasulle

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Il distretto fabrianese vive un’altra settimana drammatica: l’ufficializzazione del fallimento di Tecnowind da parte del Tribunale d’Ancona è una di quelle notizie che lascia sgomenti: soltanto lo scorso 8 febbraio l’assessorato regionale al Lavoro dava per certi sei mesi di cassa integrazione straordinaria a partire dall’1 luglio. Lunedì, invece, i dipendenti sono venuti a sapere da Facebook prima ancora che dai canali ufficiali che la loro azienda è definitivamente fallita. Un epilogo che fa malissimo: il pensiero va naturalmente alle centinaia di famiglie alle quali la sentenza ha tolto ogni prospettiva. In questi anni ho portato il caso Tecnowind più volte in Parlamento e ho preso parte a tavoli specifici sulla crisi aziendale, sempre col pensiero rivolto ai lavoratori, alle loro paure e alle loro rimostranze conseguenza dei tanti pasticci che si sono visti passare sopra al capo. Ci sono casi in cui la politica non può sostituirsi, pur facendo il possibile, all’imprenditoria: per comprendere bene la vicenda Tecnowind bisogna tornare indietro e ripercorrere la storia degli ultimi anni dell’azienda. Una storia costellata di errori marchiani, debiti crescenti, vendite sottocosto, concordati scriteriati, bugie, false speranze, acquirenti fantoccio, sparate ad effetto e soprattutto profonde mistificazioni proprio nei confronti dei lavoratori. Ai quali è stato propinato un film totalmente fasullo, a cominciare da chi l’impresa l’ha gestita. Col concorso esterno di certa politica, che ogni volta ha snocciolato false speranze e fantomatici compratori che in verità non sono effettivamente mai esistiti. In queste ore è facile dare la colpa a quello o a quell’altro: a Fabriano è in atto un’autentica guerra tra poveri perché la situazione è difficile e non si vede alcuna luce in fondo al tunnel. Però sa di puro battage elettorale l’impegno dell’onorevole Pd Lodolini di trovare nuovi acquirenti: quella sì è una strumentalizzazione bella e buona, volta soltanto a racimolare qualche voto in più da parte di un partito che si interessa fattivamente di Fabriano solo quando ci sono le urne che incombono. I lavoratori che vivono ore di sconforto non meritano altre promesse da marinaio o inesistenti aspettative da chi come noi è in corsa per una competizione elettorale e quindi portato a promettere cose che non sa se potrà poi riuscire a mantenere.

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