Spreco alimentare: In attesa dell’approvazione della legge alcuni consigli per risparmiare

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Quante volte vi siete chiesti quante persone in difficoltà si potrebbero sfamare con i prodotti alimentari che ogni sera le pizzerie, i pub, i supermercati e molti altri negozi sono costretti a buttare per delle normative sanitarie del tutto opinabili? In TV abbiamo visto tutti decine di volte immagini di pizza, pane e prodotti da forno che fino a 10 minuti della chiusura hanno un costo e 10 minuti dopo sono nella spazzatura.Non so voi, ma io ho sempre pensato che questo sia un vero crimine, uno schiaffo alla povertà e alla fame, ma non solo del mondo, anche solo quello della propria città.

Per non parlare poi dei supermercati costretti a buttare prodotti che non hanno confezioni conformi, che magari sono solo rovinati nell’involucro esterno non intaccando in alcun modo la qualità del prodotto contenuto.

La crisi economica ha fortemente colpito migliaia di famiglie italiane che adesso hanno difficoltà oggettive anche nel fare la spesa, tanto che molte sono costrette a rivolgersi alla Caritas, alla banca alimentare e ad altri enti del tutto no profit che aiutano queste persone grazie al contributo volontario dei cittadini.

Ma se nel 2010 dovevano sostenere 1.394.871 persone, oggi ne devono aiutare 4.100.000.

In un paese civile non si può sentire di persone costrette a rovistare nell’immondizia dei supermercati o fra la verdura che resta in terra dopo il mercato cittadino.

Secondo la FAO ben un terzo della produzione mondiale di cibo si spreca o si perde nella filiera alimentare, nel mondo si sprecano ben 500 milioni di tonnellate di cibo nella produzione agricola,  355 milioni dopo la raccolta, 180 durante la lavorazione, 200 milioni nel percorso distributivo e 345 milioni nell’ambito domestico o dei ristoranti.

Delle cifre inaudite considerando che i paesi in via di sviluppo ne sprecano ben il 44%!!

In Italia si stima che venga gettato via un valore corrispondente di 8 miliardi di euro l’anno di cibo, ma si crede, e si teme, che invece il valore sia enormemente più alto di così.

Vista la situazione allarmante il Movimento 5 stelle il 22 luglio 2015 ha presentato una proposta di legge per arginare questo problema e attivare una rete distributiva dei prodotti alimentari che altrimenti verrebbero sprecati.

Io scopo é quello di ridurre lo spreco alimentare aiutando la popolazione indigente, coinvolgere le associazioni e le organizzazioni di volontariato e promuovere campagne informative contro lo spreco alimentare.

La legge rivede il concetto di eccedenza alimentare e prevede la costituzione di un tavolo di coordinamento avente il compito di promuovere iniziative modalità e strumenti per la distribuzione delle derrate alimentari alle persone indigenti. A questo tavolo siederebbero delle figure incaricate dal ministero, dalle associazioni, dalle province e dai comuni, e lo farebbero a titolo completamente gratuito per non aggravare sulle casse dello stato.

Inoltre i soggetti che cedono cibo da distribuire avrebbero uno sgravio sulla bolletta dei rifiuti.

La legge prevede anche degli accorgimenti sulla pubblicità di prodotti ricchi di zuccheri raffinati, olio di palma grassi animali e saturi, l’obbligo di inserire nelle mense scolastiche e aziendali dei menù con cibi privi di origine animale, la diminuzione dell’iva per i prodotti biologici e misure per l’educazione alimentare nelle scuole.

(Il testo della legge a questo link)

In attesa e con la speranza che questa legge venga approvata al più presto per dare una fine a questo scempio ecco alcuni consigli per ridurre lo spreco alimentare nelle nostre case:

È importante fare una attenta lista della spesa per non trovarsi ad acquistare cibo in più ed inutile, preferire cibo a km 0 e di stagione, distribuirlo attentamente in frigorifero ricordando che ogni ripiano ha una temperatura in modo da decelerarne il deperimento, congelare i prodotti che non desideriamo consumare nell’immediato, controllare le date di scadenza preferendo i cibi più prossimi per non doverli sprecare e ricordare che alcuni cibi sono mangiabili anche qualche giorno dopo la data di scadenza.

Non acquistare e non portare in tavola cibo in eccedenza per non doverlo poi gettare, ma nel caso in cui ci siano avanzi possiamo rielaborarli con altrettante sfiziose ricette. Se poi il cibo é troppo e non si riesce a consumarlo si può sempre condividerli con i vicini di casa e gli amici!

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