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Sisma: sui fondi per la ricostruzione Errani gioca al ribasso. Che gioco è?

Sisma: sui fondi per la ricostruzione Errani gioca al ribasso. Che gioco è?

sisma

I media stanno facendo circolare una bozza di ordinanza sulla ricostruzione pesante del Commissario Vasco Errani sulla ricostruzione pesante. Comparando i dati in essa contenuti con i rimborsi del post Terremoto del 2012 in Emilia Romagna, emerge che i rimborsi nei confronti dei comuni del Centro Italia non arriveranno al 100% della spesa, come previsto dal primo Decreto Terremoto e che, in alcuni casi, sarebbero dimezzati rispetto a quelli previsti per il sisma emiliano. Il fatto richiede un immediato chiarimento da parte della presidenza del Consiglio, alla quale chiediamo come vengono stabiliti i costi parametrici e quali siano i motivi per i quali nella bozza di ordinanza citata compaiano valori così distanti rispetto a quanto fu previsto per la ricostruzione post 2012.

A Palazzo Chigi chiediamo anche di intervenire per far sì che i costi parametrici previsti per la ricostruzione nelle aree colpite dal sisma del Centro Italia siano almeno equiparati a quelli già applicati nel 2012. Questa bozza non può che destare grande apprensione, con l’auspicio che la bozza resti tale. Resta però il fatto che questa contiene elementi negativi inequivocabili: mettendo a confronto l’ordinanza sulla ricostruzione pesante per l’Emilia Romagna con quella per il Centro Italia emergono due differenze macroscopiche. Sintetizzando, per demolire e ricostruire un immobile di 200 metri quadri gravemente danneggiato nel Centro Italia l’ordinanza di Errani individua un costo parametrico di 200 mila euro, contro i 248 mila euro concessi per la ricostruzione post sisma 2009. Per un immobile con danni meno significativi, sempre su una superficie di 200 metri quadri, la stima sarebbe di 133 mila euro di rimborso massimo contro i 164 mila dell’Emilia. Anche l’aumento dei costi parametrici previsti per le casistiche particolari presenta evidenti differenze: la maggiorazione per il cantiere “disagiato” questa volta sarebbe del 5 e non del 10%, per gli edifici di interesse culturale del 30% e non del 40%, per quelli sottoposti a vincolo paesaggistico del 10 e non più del 30%. Non sappiamo a che gioco stia giocando Errani, ma un chiarimento è necessario e deve essere immediato.

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