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Sisma, per zona franche ancora rinvii. Siamo alla barzelletta ormai

Sisma, per zona franche ancora rinvii. Siamo alla barzelletta ormai

Siamo alla barzelletta ormai. Che fa tutto fuorché ridere. Per le zone franche all’interno del cratere tutto è rimandato a data da destinarsi. Imprese e i lavoratori delle zone colpite dal terremoto dovranno ancora aspettare i comodi di un governo che fa confusione sui conti pubblici e che non sa battere i pugni in Europa per ottenere quello che serve per quei territori. Siamo appena venuti a sapere, in sede di discussione del decreto terremoto, che le questioni relative a detassazione e defiscalizzazione non saranno discusse durante questo provvedimento, ma diventeranno oggetto di un apposito decreto che sarà varato nelle prossime settimane. Il Parlamento ancora una volta è stato messo all’angolo e viene impedito di dare un contributo costruttivo. Senza contare che alcune parti del decreto, come quelle contenenti delle proposte del nostro gruppo M5S, sono state del tutto depennate, a dimostrazione di come il governo se la canti e se la suoni svuotando d’ogni valore l’azione delle commissioni.

Questa decisione del governo  è dovuta certamente al fatto che i saldi del 2017 evidentemente non bastano e il governo ha bisogno di mettere questo decreto sul prossimo Def 2018-2020. In sostanza, questa decisione dimostra che la legge di Bilancio 2017, targata Renzi, è stata fatta talmente con i piedi che non solo l’Europa ci chiede di risanare gli errori in essa contenuti, ma che non ci sono più soldi. Le risorse adesso non ci sono, però i 20 miliardi debito pubblico per le banche erano riusciti a trovarli eccome. A proposito di Europa, la flessibilità sul terremoto, chiesta a Bruxelles in legge di Stabilità, che fine ha fatto? I giochi delle tre carte di questa maggioranza sono tali e tanti che non si sta più loro dietro.

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