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Sisma, la fuga di Errani è la fotografia perfetta del flop di Palazzo Chigi

Sisma, la fuga di Errani è la fotografia perfetta del flop di Palazzo Chigi

La notizia dell’imminente addio di Vasco Errani alla struttura commissariale per la ricostruzione post-sisma nel centro Italia può sorprendere soltanto chi nell’ultimo anno ha vissuto sulla luna: era non solo preventivabile, ma ci si poteva scommettere sopra. Del resto, giovedì prossimo il governo commemorerà i morti di quel drammatico 24 agosto di un anno fa chiudendo anche il centro a un anno di disastri politici, logistici e operativi, con ritardi che in qualsiasi paese civile verrebbero elevati al rango di vergogna nazionale e non sottaciuti con la connivenza dei media asserviti. Ecco, la nomina di Errani è stata osteggiata dal M5S già a partire dallo scorso autunno: mettere lì una figura come lui, totalmente politica e già reduce da svariati di inciampi nella gestione del post-terremoto dell’Emilia del 2012, ci pareva un errore madornale e i fatti non ci hanno smentito di una virgola visto che ad oggi neanche mezzo mattone è stato ancora rimesso al posto dov’era prima delle scosse. Non solo: con tutti i marchiani sbagli commessi nell’emergenza dal governo Renzi prima e da quello attuale poi, la figura di Errani già sembrava depotenziata e del tutto inutile quando lo stesso commissario romagnolo era ancora nel Pd. Una volta sbattuta la porta insieme ai bersaniani, noi per primi ci siamo chiesti quale senso avesse lasciare in quel ruolo una persona messa lì dall’attuale segretario Pd, del quale da ormai sei mesi però il commissario non condivide più la linea. Il centrosinistra però ci abituato a questi giochetti e abbiamo sperato che prevalesse il buon senso. Speranza mal riposta, visto che Dem ed ex Dem dei cittadini se ne fregano da lustri e anche stavolta non hanno fatto nulla per celarlo. Per farla breve: Palazzo Chigi sia con Renzi sia con Gentiloni ha sbagliato tutto ciò che si poteva sbagliare in questi mesi e lo stesso Errani più volte lo ha fatto notare. L’ex governatore dell’Emilia Romagna però si è dimostrato della stessa pasta dei suoi ex sodali, visto che mollerà una poltrona per cercarne un’altra da parlamentare nel 2018 nelle file di Articolo Uno. Una scelta di comodo, con tanti saluti a case, scuole e chiese da rimettere in piedi. Per carità, nessuno perderà il sonno nel non vedere Errani gironzolare come un’anima in pena tra i mucchi di macerie, ma il suo impalpabile anno da commissario e il suo fugace addio sono l’ennesima istantanea, dopo anche il dietrofront del numero uno della protezione civile Curcio, del flop dei due governi dell’ultimo anno nella gestione del post-sisma. Ormai non sappiamo più cosa aspettarci: si parla di dare tutto in mano ai presidenti delle quattro regioni interessate, i qualiperò per ciò che è stato di loro competenza stanno facendo a gara a chi fa peggio. E’ giunta l’ora che, una volta per tutte, il governo tiri fuori soldi e attributi: le popolazioni appenniniche sono state umiliate mese dopo mese. Questa “missione incompiuta”, Errani o non Errani, è davvero scandalosa ed è giusto che tutti gli italiani e non solo gli sfollati se ne rendano conto.

SCANDALO ‘CASETTE’ UN ANNO DI FALLIMENTI
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