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Sisma, il grido dei sindaci sbugiarda il governo e conferma che la ricostruzione non c’è

Sisma, il grido dei sindaci sbugiarda il governo e conferma che la ricostruzione non c’è

sisma

Per mesi ci hanno dato dei catastrofisti ogni volta su qualsiasi appunto mosso dal M5s in merito alla gestione del post-sisma. La realtà dei fatti però è quella che abbiamo sempre denunciato, e il grido d’allarme di oggi dei sindaci del cratere è la prova che sbugiarda il governo e le strutture ad esso connesse. Se la fase emergenziale dei mesi scorsi è stata gestita inanellando errori ed impacci uno in fila all’altro, la ricostruzione si può dire che non c’è proprio. Gentiloni e i suoi possono rigirarla come vogliono, ma a parte qualche intervento sporadico, per lo più di facciata, è tutto fermo. E l’appello congiunto dei primi cittadini disperati ne è la conferma.

Sono tanti  i comuni che rischiano di non chiudere i bilanci, in quanto hanno anticipato dei soldi per alcuni interventi non rinviabili senza poi vedere il becco di un quattrino da Roma. Il lassismo dell’esecutivo è stato ed è imbarazzante: Errani ci ha ricordato come un disco rotto che questa è stata la più grande catastrofe in Italia dell’ultimo secolo, ma la risposta del governo che lì lo ha messo non è stata affatto proporzionata. Anzi, decisamente ridicola: i moduli abitativi arrivano a passo di lumaca, i sopralluoghi proseguono a velocità di moviola e le macerie sono ancora tutte lì, quasi a fare da triste corredo all’Appennino ferito. Una situazione disdicevole: pieno sostegno e solidarietà a tutti i sindaci costretti a fare i salti mortali grazie a un governo che non c’è.

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