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Sisma: dopo l’ok al decreto, necessario rispettare i tempi. Ecco cosa abbiamo detto al commissario Errani

Sisma: dopo l’ok al decreto, necessario rispettare i tempi. Ecco cosa abbiamo detto al commissario Errani

sisma

In questa settimana la Camera dei deputati ha approvato all’unanimità il decreto terremoto. E’ stato deciso di comune accordo con le altre forze politiche di procedere spediti e di non apportare alcuna modifica rispetto al testo uscito dal Senato proprio per evitare ulteriori allungamenti dei tempi.  Il provvedimento riconosce il 100% dei contributi per la ricostruzione e la riparazione degli edifici privati – prime e seconde case – colpiti dalle scosse che il 24 agosto e successivamente negli ultimi giorni di ottobre hanno interessato i comuni di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo (131 in tutto) inseriti nell’area del cratere. Il provvedimento contiene poi la procedura per il noleggio dei container da installare nelle zone colpite in attesa della realizzazione delle casette, la possibilità per i Comuni di assumere personale in deroga e di procedere senza gara per i lavori sotto i 40mila euro che riguardano il recupero del patrimonio artistico.

Il difficile però arriva ora: con l’ok a questo decreto, è arrivato il momento di fare sul serio e di snellire le diverse lungaggini burocratiche che stanno complicando e non poco il ritorno a una pseudo-normalità degli sfollati. Gli edifici danneggiati sono migliaia e i cittadini costretti a vivere a parecchi chilometri dal proprio comune pure: a loro vanno garantiti tempi certi sia per quanto riguarda gli interventi più prossimi sia per il via ai lavori di ricostruzione. Consapevoli che nell’Appennino, purtroppo, la terra continua a tremare

Inoltre, insieme ad altri colleghi del M5S ho avuto modo mercoledì di incontrare il commissario per il sisma Vasco Errani. Un lungo confronto molto utile per comprendere ancora meglio criticità, soluzioni e funzionamento della macchina commissarialo. Nell’incontro, che è durato circa due ore, si è parlato tra l’altro della fase di gestione della ricostruzione per le zone colpite dal terremoto del centro Italia nel 2016.

Il primo punto fondamentale sul quale abbiamo insistito è quello relativo alla necessità assoluta di una visione nuova di ricostruzione ed un nuovo modello da attuare. Questo perché il mantra del dov’era e com’era deve ovviamente passare per una corretta analisi dei territori e delle tecniche costruttive. Il commissario ci ha confermato per questo che uno dei punti di partenza sarà quindi la microzonazione sismica unita all’aggiornamento e adeguamento delle normative e linee guida per le costruzioni anti-sismiche.

Inoltre abbiamo chiesto un aggiornamento delle norme sismiche che era fermo, come già evidenziato in un precedente incontro con il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Il commissario ci ha confermato che questo aggiornamento è in dirittura d’arrivo, quindi dobbiamo ora aspettarci in una ricostruzione tecnicamente più avanzata. Terzo punto da segnalare l’imminente uscita di una nuova ordinanza commissariale che intende migliorare la gestione delle schede FAST e AEDES prevedendo una maggiore responsabilizzazione dei tecnici preposti, un allargamento della platea di soggetti abilitati alla redazione delle schede e anche una nuova valutazione sui compensi dei professionisti. Abbiamo suggerito alcune misure per favorire il rilancio del comparto turistico in quelle aree del Centro Italia: ci riferiamo ai i 3 milioni di euro stanziati nella Legge di Stabilità 2015 per i cammini storici e il mai fino ad ora adottato Piano straordinario per la mobilità turistica, volto a favorire la fruibilità del patrimonio culturale anche delle aree interne del Paese.

LA PROPOSTA UE IL CASO AMANDOLA
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