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Sisma: bene riapertura strada Castelluccio, ma una rondine non fa primavera

Sisma: bene riapertura strada Castelluccio, ma una rondine non fa primavera

sismaLa riapertura di questi giorni della strada che collega Norcia a Castelluccio è un passaggio fondamentale nel percorso di rinascita non solo del conosciutissimo borgo umbro, ma dell’intero cratere. Dopo mesi di notizie infauste e di rinvii, è giusto evidenziarlo. Però è doveroso menzionare, poco più a Sud, anche la protesta dei cittadini che hanno bloccato la Salaria all’altezza di Accumoli per riportare l’attenzione su una situazione esasperante: la macchina della rimozione macerie, della realizzazione delle casette e della ricostruzione si muove con lentezza elefantiaca.

Gli abitanti di quei territori si sentono abbandonati ed è impossibile dar loro torto: a quasi un anno dalla prima, terribile, scossa che ha colpito quelle terre i segnali di ripresa sono minimi e lo sconforto è grande perché non si vede la luce in fondo al tunnel. Nel tempo sono state spese troppe parole e fatte troppe promesse alle quali non sono seguiti atti rapidi e concreti. Infine, rispetto alla riapertura della strada per Castelluccio, è bene anche ricordare che resta invece chiuso l’accesso marchigiano alla Piana dalla Valnerina. Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera restano dunque comuni “fantasma” semi-isolati, visto che vi è un unico accesso per raggiungere questi centri, vale a dire quello dal maceratese. In queste ore i servizi dei media si stanno concentrando solo sulla riapertura della strada, ma una rondine non fa primavera in questo caso e la bella notizia non può farci dimenticare l’enorme quantità di situazioni critiche che attraversano l’intera area colpita dal sisma.

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