SALVA-BANCHE: LE NOSTRE PROPOSTE (CHE LA MAGGIORANZA NEANCHE ASCOLTA)

SALVA-BANCHE
Oltre alla protesta contro il vergognoso salva-banche, abbiamo proposte importanti che sono state accantonate e che speriamo di poter discutere nel merito durante l’esame della legge di Stabilità. Tra le nostre idee messe da parte c’è ad esempio l’opzione di ridurre al 3% i dividendi di Bankitalia che vanno di norma ai soci privati, peraltro banche controllate e in conflitto di interessi. Con le risorse che se ne ricaverebbero, circa 200 milioni, si potrebbe dare un primo sollievo agli obbligazionisti ingannati. Oppure abbiamo previsto di trasformare le obbligazioni azzerate in azioni della bad bank, in modo che i sicuri profitti di quest’ultima vadano ai risparmiatori fregati. Infine, in subordine, proponiamo anche un credito di imposta al 100% per un recupero integrale delle minusvalenze, coperto con la riduzione della deducibilità degli interessi passivi delle banche.
Abbiamo insistito sull’utilizzo del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) e il governo ci ha posto il problema della contribuzione obbligatoria che farebbe incorrere lo strumento nella tagliola Ue degli aiuti di Stato. Ricordiamo che anche il Fondo di risoluzione di cui si serve il salva-banche ha lo stesso inconveniente. E soprattutto ricordiamo che il Fitd ha modificato lo statuto e ha introdotto una sezione a contribuzione volontaria che risolve il nodo regolamentare. Il Fondo di tutela era pronto a intervenire e invece si è scelta un’altra soluzione, molto più dolorosa Ora speriamo si possa rimediare al pasticcio senza toppe e senza le solite mancette che lasciano solo l’amaro in bocca: giocare con il denaro di chi ha investito i sacrifici di una vita nel mettere da parte i soldi non si può. Lo dice l’articolo 47 della Costituzione, ma lo dice soprattutto il buon senso.