REVENGE PORN, il disegno di legge a firma M5S per combattere il fenomeno

Il Revenge Porn è diventato un fenomeno altamente preoccupante a causa della diffusione capillare della rete e l’utilizzo intensivo dei social network. La possibilità di diffondere immagini su internet è diventata rapidissima e pericolosa a causa della semplicità con la quale chiunque può ricevere o trovare dati di qualsiasi tipo. L’esistenza, poi, di social network a cui si associa la scarsa protezione dei dati personali da parte dei suoi utilizzatori, ha reso facilissimo associare video e foto alle identità dei soggetti. E’ bene specificare che si tratta di Revenge Porn quando le foto o i filmati in questione vengono condivisi senza che il soggetto abbia espresso la chiara volontà alla diffusione.

Il fenomeno criminale è divenuto noto in Italia con il caso di Tiziana Cantone, ragazza napoletana che è stata vittima di una vergognosa gogna social dopo la pubblicazione di video strettamente personali. Nonostante la condanna mediatica di tale atteggiamento, sempre più persone sono vittime del Revenge Porn, motivo per cui il Movimento 5 Stelle ha deciso di presentare un ddl apposito che copra il vuoto legislativo esistente. Se infatti Il revenge porn è riconosciuto come reato in Germania, Israele e Regno Unito, e in 34 Stati degli USA, in Italia, per il momento, le vittime di tale pratica possono denunciare i colpevoli per diffamazione o violazione della privacy. Troppo poco.

Da qui il nostro disegno di legge.

Depositato il 19 febbraio al Senato dalla nostra senatrice Elvira Evangelista, il 14 marzo ha iniziato l’esame in commissione Giustizia al Senato. Si tratta di un testo inedito, il primo presentato in questa legislatura.

L’obiettivo principale della legge è punire in modo puntuale la pubblicazione – o la minaccia di pubblicazione, anche a scopo di estorsione – e la diffusione di materiale sessualmente esplicito, soprattutto foto e video, in rete, sui social network, nelle piattaforme di messaggistica, senza il consenso delle persone coinvolte.

Nella maggior parte dei casi le vittime sono donne. Ragazze che subiscono una violenza psicologica devastante. Le cui conseguenze sono innumerevoli, anche nell’ambito delle relazioni professionali, oltre che in quelle sociali. Sono storie di ricatti, vergogna, perdita della fiducia in sé stessi, disagi protratti per anni.

Serve quindi un reato apposito e servono misure per la cancellazione del materiale incriminato e per l’educazione dei ragazzi e degli studenti affinché capiscano la gravità del fenomeno e facciano proprio l’uso consapevole della rete.

Vediamo nello specifico cosa prevede il nostro disegno di legge:

Per chi fosse interessato, questo il link per accedere al DdL
http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/51326.htm

•             Nasce l’articolo 612-ter del codice penale: da 6 mesi a 3 anni di carcere per chiunque pubblica attraverso strumenti informatici o telematici, immagini o video privati sessualmente espliciti, senza l’espresso consenso delle persone ivi rappresentate, al fine di provocare nelle persone offese gravi stati di ansia, di timore e di isolamento.

•             Se a farlo è da un partner o ex partner la pena va da 1 a 4 anni.

•             Se a seguito della pubblicazione del materiale sensibile la persona offesa muore, come conseguenza non voluta dal colpevole, la pena sale ancora: da 5 a 10 anni.

•             Sarà possibile inoltrare al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco delle immagini o video.

•             Il Ministero dell’Istruzione stabilisce linee guida per la formazione degli studenti e del personale scolastico.

Per sintetizzare quindi, da un lato puntiamo ad un’efficace repressione, dall’altro con questa proposta alla prevenzione e all’educazione ad un uso consapevole della rete. Un principio fondamentale per il Movimento 5 Stelle che crede più di tutti nelle potenzialità del web. L’obiettivo da perseguire è di fornire  gli strumenti per evitare che altri casi drammatici rimangano impuniti o che i colpevoli ne escano con pene irrisorie.

Ci auguriamo che questa legge possa essere condivisa da tutti, trattandosi di un tema molto delicato,  e di un dramma sociale per combattere il quale è più che mai necessario superare le divergenze politiche e bisogna unire le forze.