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Quadrilatero, strada Clementina: sul ponte sull’Esino urge operazione trasparenza

Quadrilatero, strada Clementina: sul ponte sull’Esino urge operazione trasparenza

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Con la Quadrilatero Umbria-Marche le sorprese non finiscono mai. Due settimane fa sono apparsi cartelli relativi all’imminente apertura di un nuovo cantiere per la realizzazione di un tratto di strada con un nuovo ponte sul fiume Esino, alle porte della Gola della Rossa. Si tratterebbe di un viadotto di emergenza che dovrà fungere da via di fuga dalla galleria attualmente in fase di costruzione nel territorio del comune di Genga (AN). L’area in questione è protetta, ed è situata in un punto di snodo cruciale dei tracciati naturalistici molto frequentati dagli escursionisti in quel tratto di Appennino. L’aspetto più sorprendente però è un altro: nel progetto originale dell’opera di questo “ponte” non si fa menzione, e l’apertura del nuovo segmento di cantiere sta prendendo piede senza alcun processo informativo da parte dell’impresa che completerà i lavori. Non sono soltanto i cittadini ad essere all’oscuro di tutto, ma da quanto abbiamo appreso anche i sindaci interessati, interpellati dai comitati, non ne sono al corrente. Va fatta chiarezza: è necessaria un coordinamento informativo tra tutti i soggetti interessati. Sappiamo che “Italia Nostra Marche” e il comitato civico “Riprendiamocilastrada” hanno fatto richiesta di accesso agli atti: sarebbe auspicabile una generale operazione trasparenza su tutta l’opera, sulla quale pendono ancora diversi punti poco chiari, sui quali abbiamo depositato un’interrogazione proprio in questa settimana per favorire una maggiore comunicazione sullo stato dei lavori.

A marzo abbiamo accolto con soddisfazione le parole dell’amministratore unico di Quadrilatero Spa Guido Petrosino, che ha fissato con aperture progressive il termine dei lavori per l’estate e l’autunno del 2018. Andare avanti a testa bassa nell’opacità però non si può: se sbucano fuori nuovi viadotti è il caso che i sindaci ne vengano messi al corrente. C’è poi un altro punto  da chiarire. Per arrivare nell’area del nascituro cantiere, i mezzi dovranno passare lungo il tratto di strada che attraversa gli abitati di Falcioni e Pontechiaradovo. Sulla quale, da tempo, c’è un’ordinanza sindacale che vieta il transito di mezzi pesanti per questioni di staticità. Di pasticci e danni ambientali in questi anni di lavori ne abbiamo visti tanti: almeno qui sarebbe meglio prevenire invece che curare.

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