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Mercoledì alla Camera si è conclusa la votazione sulla Legge Delega per la riforma della #ProtezioneCivile, un tema che è stato poco discusso fuori dalle mura del palazzo, ma di fondamentale importanza.
Ricompattare i vari provvedimenti che riguardano la protezione civile era un’esigenza non più rimandabile. Abbiamo assistito all’emanazione di provvedimenti elaborati quasi sempre sotto la pressione di continue emergenze.
Negli anni, a causa di questo modus operandi, nel nostro bel Paese si è ormai radicato il principio che qualsiasi cosa può essere realizzata sotto la spinta dell’emergenza e grazie anche all’ausilio di pesanti strumenti derogatori. Si sono infatti stravolte le normali procedure ordinarie di amministrazione e gestione del territorio, andando a creare non pochi problemi giudiziari ed ingenti danni economici ed ambientali.
Per questo motivo abbiamo chiesto di inserire all’interno di questa legge delega l’esclusione della possibilità di derogare ad alcune norme fra le quali il codice di procedura penale, alle norme di tutela ambientale, alla normativa antimafia e anticorruzione, alle norme riguardanti gli appalti pubblici, fatta eccezione per specifiche disposizioni parzialmente derogabili in casi espressamente predeterminati e definiti in ragione del grado di emergenza, del livello di rischio per la popolazione e del settore di intervento. Questo perché ci rendiamo conto che in fase emergenziale c’è bisogno di parziali deroghe, ma considerati i continui abusi che sono stati compiuti negli anni di questo strumento, è bene definire dove, come e per quali motivi si può derogare. La parola «emergenza» in ambito normativo è finita spesso per essere manipolata ad uso e consumo di chi la norma si apprestava a formularla. Per questo, sempre in base al principio di avere un controllo nelle procedure derogatorie e dell’utilizzo della struttura della protezione civile, abbiamo proposto di inserire un’indicazione di quali interventi non possono essere considerati propri delle finalità e dei compiti di protezione civile, modifiche che tuttavia non sono state introdotte in questa proposta (ma è stato accettato un ordine del giorno che spero che il Governo porti effettivamente avanti).

Abbiamo però ottenuto 8 IMPORTANTISSIME VITTORIE. Abbiamo inserito misure atte a dare subito respiro alle popolazioni e alle attività economiche coinvolte dal disastro. Mi riferisco alle forme di microcredito agevolato utilizzabili per favorire il superamento dello stato di emergenza e l’individuazione, nel futuro decreto, di criteri e metodologie, per tutto il territorio nazionale, per il riconoscimento e l’erogazione di agevolazioni, contributi e forme di ristoro immediate, così da dare subito certezza ai cittadini colpiti dall’evento calamitoso (così forse non dovremo più ricorrere a mozioni d’emergenza in quest’Aula).
Molto importante è l’accoglimento della nostra proposta per introdurre il concetto di filiera corta: filiera corta nell’ambito del reperimento delle forniture di beni di prima necessità, di servizi e di materiali necessari nelle diversi fasi dell’emergenza, al duplice fine di porre rimedio immediato alle criticità dell’emergenza nonché di sostenere le economie locali e dei territori limitrofi colpiti duramente dall’evento calamitoso sotto il profilo economico.
Altre modifiche da noi apportate sono l’introduzione della flessibilità nell’ambito del Patto di stabilità a fianco di ogni disposizione utile a favorire il passaggio tra l’eventuale gestione commissariale a quella ordinaria, con l’evidente finalità di agevolarne gli investimenti ai fini della ripresa.
Inoltre, più operativa è la modifica che persegue la finalità di rendere effettivo il superamento della frammentazione della funzione di protezione civile tra i diversi livelli di governo territoriale, garantendo il coordinamento sistematico degli stessi e il raccordo strategico degli enti locali con altre strutture operative che convergono nella definizione di una struttura di eccellenza.
Abbiamo anche dato spazio alla ricerca nel settore della difesa dai disastri naturali, introducendo la partecipazione e la collaborazione delle università e degli istituti di ricerca alle attività di protezione civile.
Siamo molto soddisfatti, inoltre, che il Governo abbia accolto il nostro emendamento sulla revisione e valutazione periodica dei piani comunali di protezione civile. Questa revisione e valutazione è di fondamentale importanza per consentire l’aggiornamento del quadro dei rischi relativi al territorio comunale, registrare le variazioni degli scenari attesi, anche in riferimento alle modifiche intervenute e all’evoluzione delle caratteristiche del territorio, e la conseguente corretta definizione dell’organizzazione delle iniziative di prevenzione e delle procedure per fronteggiare le situazioni di emergenza. Inoltre i comuni colpiti dall’evento calamitoso potranno avvalersi di personale qualificato proveniente da altri enti locali in supporto durante la fase emergenziale.
Il MoVimento 5 Stelle pensa che questo provvedimento, pur con i limiti di indeterminatezza connaturati con lo strumento utilizzato, quello della legge delega appunto, rappresenti un importante cambio di rotta rispetto alle inefficienze ed alle storture del passato. Apprezziamo che il testo sia stato integrato con alcune delle nostre proposte migliorative e speriamo che anche i passi successivi vadano nella giusta direzione. Noi vigileremo con molta attenzione proprio su questo, prima di poter dare un giudizio definitivo. Questo il motivo del nostro voto finale di astensione in aula , con l’auspicio che i decreti delegati previsti da questo provvedimento siano convincenti e, soprattutto, che sul piano applicativo si volti finalmente pagina, nell’interesse del territorio, dei cittadini e della loro sicurezza.

Comunicato: http://goo.gl/wmxnZj

BUON GOVERNO

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