PROMEMORIA PER LUCA CERISCIOLI: RILANCIO TPL E SALVAGUARDIA PORTO DI ANCONA PRIORITA’ ASSOLUTE

tpl marcheAll’interno della Legge Madia, c’è un emendamento che vuole trasferire la delega sulle autorità portuali direttamente all’esecutivo, tagliando completamente fuori comuni e regioni. Un altro colpo di mano della compagine renziana, al quale bisogna opporsi con ogni mezzo, come sollecitato più volte dal consigliere comunale M5S di Ancona Andrea Quattrini. Questa mattina, nel corso dell’incontro tra i parlamentari marchigiani e il neo-presidente della regione Marche Luca Ceriscioli, è stato questo l’argomento “cardine” di discussione: abbiamo invitato deputati e senatori del PD a votare contro questo emendamento. La salvaguardia dell’autorità portuale dello scalo di Ancona è un’esigenza che risponde agli stessi obiettivi della programmazione nazionale. Dare ogni potere a Palazzo Chigi sarebbe una stortura, tanto che abbiamo suggerito al governatore di sollevare il conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale. Nel corso dell’incontro si è dibattuto a lungo anche sul tema del trasporto pubblico, dove le Marche sono fanalino di coda del paese per soldi pro-capite investiti. Ho colto l’occasione anche per ribadire l’importanza di rivalutare la riapertura delle tratte ferroviarie Fano-Urbino e Fabriano-Pergola, le quali potrebbero essere riattivate con investimenti tutto sommato non eclatanti, ma che risultano cruciali per favorire gli spostamenti nelle zone interne della regione da troppi anni svantaggiate in tema di mobilità. Abbiamo inoltre ricordato a Luca Ceriscioli che 27 comuni montani di Marche e Umbria si sono associati per formare il distretto dell’Appennino umbro-marchigiano e rilanciare l’intero entroterra, ma senza l’aiuto del governo regionale è impossibile arrivare all’ammissione nel piano di mobilità straordinario per aree di interesse turistico in fase di stesura al ministero per i Beni e le Attività Culturali. Infine, sempre in tema di trasporto su ferro, non bisogna dimenticare che la nostra regione ha ben 3 province su 5 dove non ferma neanche un convoglio “Frecciarossa” o “Frecciabianca”, aspetto che penalizza enormemente tutta l’area meridionale delle Marche. Una lacuna alla quale il neonato governo regionale ha il dovere di porre rimedio.

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