PORTO DI ANCONA: I PARLAMENTARI MARCHIGIANI DEL PD PIEGATI AI DIKTAT DI RENZI

porto ancona pdIl Partito Democratico non si smentisce mai: i suoi deputati in ambito locale fanno proclami, e puntualmente appena tornano all’ovile di Montecitorio si piegano ai diktat del Nazareno. Come avevano annunciato nell’incontro di lunedì scorso con il neo-governatore delle Marche Luca Ceriscioli, i parlamentari “Dem” in settimana si sono messi in moto per sventare il possibile accorpamento dell’Autorità Portuale di Ancona con quella di Ravenna. L’Onorevole Piergiorgio Carrescia ha presentato un emendamento al Ddl Madia a tutela dell’autonomia dei porti “core”, tra i quali figura lo scalo dorico. In Commissione parlamentare, però, ieri sera lo stesso Carrescia ha provveduto subito a ritirare il suo emendamento dinanzi al ministro firmatario della legge. A quel punto, lo hanno fatto proprio e presentato i Parlamentari del MoVimento 5 Stelle, ma il Pd, neanche a dirlo, lo ha bocciato. Questo modo di fare non è nuovo nei ranghi democratici: come un dottor Jakyll e mister Hyde, Carrescia nelle Marche dice una cosa, poi a Roma ne fa un’altra. E i suoi colleghi marchigiani di partito lo seguono a ruota. E’ quanto mai necessario bloccare subito il piano “accentratore” del governo: Renzi vuole togliere la gestione dei porti ai comitati portuali, nei quali figurano comuni e regioni interessate, e trasferire il controllo amministrativo e finanziario degli stessi sotto l’ala di Palazzo Chigi. Un’altra trovata da uomo solo al comando, per “tagliare” ai porti ogni sorta di legame col territorio ed eliminare ogni ingerenza gestionale degli enti locali. A cosa può portare questo provvedimento in uno dei paesi ai primi posti al mondo per corruzione? La risposta è fin troppo ovvia, ma al premier piace fare il “padre-padrone”, ed ecco una nuova scellerata mossa che soltanto lui e i suoi sodali di partito potevano partorire. Con il mio collega Andrea Cecconi vogliamo andare fino in fondo a questa storia, con il prezioso aiuto di Andrea Quattrini, consigliere comunale M5S di Ancona che ha presentato il seguente appello. “A questo punto, non potendo fare conto sulle iniziative dei nostri rappresentanti di maggioranza in Parlamento, rinnoviamo l’invito a tutte le forze politiche locali, alle associazioni e ai lavoratori a mobilitarsi a difesa dell’autonomia del porto della nostra città: un patrimonio che non va gettato alle ortiche privandolo della sua autonomia”.

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