PESTICIDI NELLE ACQUE: DAI DATI ISPRA UN COCKTAIL DI SOSTANZE

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Ispra ha pubblicato l’edizione del 2014 del Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque e il titolo del comunicato che ha diffuso dice tutto:

“Cala la vendita di pesticidi ma nelle acque rilevate 175 sostanze. Un “cocktail” di sostanze i cui effetti non sono ancora ben conosciuti”

Nel testo del comunicato (che potete trovare cliccando nel tasto che trovate in fondo)ISPRA dichiara che in base alle analisi sono appunto 175 le sostanze trovate nelle acque italiane e che ben 36 sono state trovate contemporaneamente nello stesso campione. Se è possibile conoscere gli effetti di ciascuno dei principi attivi e delle sostanze rilevate non è altrettanto prevedibile capire quali possano essere gli effetti della presenza combinata di così tante sostanze chimiche.

In cima alla lista di queste sostanze ci sono gli erbicidi e nel comunicato si legge che ” il loro utilizzo diretto sul suolo, spesso concomitante con le intense precipitazioni meteoriche di inizio primavera, ne facilita la migrazione nei corpi idrici.”

Una situazione che il MoVimento 5 Stelle denuncia da tempo e che sta cercando di combattere con atti concreti fatti di ascolto delle realtà coinvolte, degli esperti che da tempo si occupano di queste questioni e di proposte. In questo caso è stata depositata da tempo una proposta di legge a mia prima firma che ha lo scopo di vietare l’uso dei diserbanti nelle operazioni di ripulitura delle scarpate stradali, delle massicciate ferroviarie in tutte le altre operazioni di controllo delle infestanti extra-agricole (TESTO PROPOSTA DI LEGGE)

La proposta di legge è attualmente in discussione in Commissione Ambiente alla Camera e tra un rinvio e l’altro sono iniziate da dicembre le audizioni. Per ora Legambiente, Salviamo il Paesaggio e la Lipu si sono espresse favorevolmente alla proposta .

La Lipu ha dichiarato che “il giudizio del testo è particolarmente positivo. La legge rappresenta un passo in avanti nelle politiche di settore anche rispetto al Piano d’azione nazionale per uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” e sottolinea come “i diserbanti in particolare causano l’eliminazione della vegetazione che è fonte diretta di cibo per gli uccelli (e non solo: si pensi ad esempio anche agli insetti utili come api e farfalle)”. La Lipu elenca anche alcuni dati ricordando che in Italia si calcola un impiego di 130-150 mila tonnellate di prodotti fitosanitari all’anno paro al 30% circa del consumo della EU.

Legambiente invece scrive che “la proposta di legge sui limiti all’impiego di sostanze diserbanti di origine chimica nelle operazioni di manutenzione della vegetazione spontanea delle strade urbane ed extraurbane e delle aree destinate a verde urbano è un prerequisito per la tutela della salute dell’uomo, dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi. L’approvazione del disegno di legge “Limiti all’impiego di sostanze diserbanti chimiche” è quindi un passo necessario per garantire il rispetto dei minimi criteri ambientali in questa materia e per promuovere lo sviluppo in ricerca e innovazione di metodi di gestione alternativi a quelli in uso nella gestione ordinaria della vegetazione spontanea. La diffusione dell’uso di tecniche innovative alternative all’impiego di prodotti chimici è auspicabile nella misura in cui, nel pieno rispetto del principio di precauzione, concorra ad elevati standard qualitativi per la salute umana e dell’ambiente. Alla luce di tali consideranda, auspichiamo che tale proposta di legge possa proseguire nel suo iter approvativo.”

Infine Salviamo il Paesaggio nel suo documento rilasciato in occasione dell’audizione in Commissione scrive “Fermo restando il forum nazionale Salviamo il paesaggio si occupa di tutela del paesaggio e di stop al consumo di suolo, e che sicuramente le qui presenti associazioni nazionali saranno maggiormente in grado di noi di presentare un dossier tecnico, vogliamo ribadire il nostro fermo dissenso all’uso dei diserbanti chimici e siamo favorevoli al testo di legge detto Terzoni 1560.” sottolineando poi l’importanza dei diversi aspetti toccati dalla legge.

Maggiore scetticismo è stato espresso invece da Coldiretti e ANCI.

Coldiretti scrive che “l’adesione alle misure agroambientali previste da tempo dalla Politica Agricola Comunitaria insieme al quadro normativo italiano fa sì che l’Italia sia il primo paese al mondo per la sicurezza con la quale vengono impiegati fitofarmaci per quanto riguarda la tutela della salute umana e dall’ambiente”.  Vorremmo sentire le stesse parole ora alla luce di questo nuovo studio.

L’ANCI dal canto suo dichiara che “E’ indubbio che il principio attivo Glyphosate sia stato e tuttora sia utilizzato da diversi operatori in modo improprio (ad esempio alti volumi e alte pressioni contro bassi volumi e basse pressioni prescritte), come è anche fuor di dubbio che inizino ad emergere riscontri sui suoi effetti sulla salute. Proporre però l’introduzione di un divieto “in toto” per l’uso di tutti mezzi chimici per il diserbo in ambiente  si ritiene non coerente con i meccanismi e le condizioni pratiche di operatività nella gestione del verde.  L’obbiettivo di gestire le superfici mediante sfalcio o sistemi alternativi e naturali, non si può, in via di principio, contestare, anzi, ma si pone all’attenzione del legislatore che tali sistemi richiedono l’applicazione di metodologie e mezzi che hanno costi non indifferenti, dato che richiedono anche l’impiego di livelli di manodopera assai più elevati rispetto a quelli che oggi accessibili per le Amministrazioni.”. Quindi si pone la questione sul livello di scelta tra la tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo e l’economicità degli interventi scegliendo quest’ultima! Sempre l’ANCI prosegue parlando di uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Ci chiediamo come sia possibile parlare di sotenibilità in riferimento a sostanze chimiche che hanno effetti negativi sull’ambiente naturale.

Alla luce di quanto emerso con lo studio dell’ISPRA ANCI e Coldiretti sono disposti a rivedere le loro rispettive posizioni?

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TABELLA 1

Tutto questo senza considerare che il Glyphosate (principio attivo degli erbicidi) è una sostanza che non viene nemmeno ricercata (vedi tabella 1) e quindi sfugge a qualsiasi tipo di statistica se non nella regione Lombardia dove è stata ricercata ed è risultata la più presente nelle acque superficiali (vedi tabella 2: l’AMPA è il metabolita del Glyphosate)

TABELLA 2
TABELLA 2

Il comunicato dell’ISPRA si chiude con una considerazione che dovrebbe da sola essere sufficiente a far sì che la proposta di legge venga portata in aula il più presto possibile: “La causa più preoccupante, però, è la persistenza di certe sostanze, che insieme alle dinamiche idrologiche molto lente (specialmente nelle acque sotterranee) rende i fenomeni di contaminazione ambientale difficilmente reversibili. “

Della serie: presto che è tardi!

PS: QUI un vecchio articolo sulla Proposta di legge ed i testi delle Mozioni Comunali e Regionali da presentare per vietare l’uso di diserbanti per la manutenzione delle strade.

[button color=”red” size=”medium” link=”http://www.isprambiente.gov.it/files/comunicati-stampa/com_rapporto_pesticidi_2014.pdf” ]COMUNICATO ISPRA[/button]

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