Tanto tuonò che piovve.  La ditta Ocma di Ascoli Piceno è ufficialmente fallita nella giornata di Mercoledì 16 Aprile.

Il 10 Aprile avevo depositato una interrogazione rivolta al Ministro dell’Ambiente per chiedere cosa avesse intenzione di fare per evitare che, in caso si fosse verificata questa evenienza, i costi dello smaltimento dei rifiuti pericolosi che la ditta ha impunemente accumulato negli anni gravasse sulle tasche dei cittadini. Il costo dello smaltimento è stato stimato in 7,5 milioni di euro.

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Ed eccoci qua a raccontare il solito finale annunciato. I meetup locali del MoVimento 5 Stelle insieme ai comitati nati spontaneamente sul territorio stanno denunciando da tempo la gravità della situazione senza ricevere mai risposte concrete.

In questa vicenda è palese la corresponsabilità degli amministratori locali che negli anni hanno prodotto continue ordinanze di rimozione e altrettante proroghe a partire dal 2010 quando i NOE sequestrarono 1500 tonnellate di rifiuti che avrebbero dovuto essere smaltiti ogni tre mesi e che erano costituiti da polveri provenienti dal sistema di abbattimento dei fumi industriali, fanghi di lavaggio delle colate di alluminio, ceneri da combustione di leghe metalliche e pietre refrattarie degli altiforni industriali. Tutto questo a poca distanza dai centri abitati.

Il finale era già scritto ma come al solito nessuno tranne i cittadini ha fatto nulla per evitare il peggio.

Tra pochi giorni Ascoli dovrà eleggere il suo nuovo Sindaco e non ci sono grosse alternative. I cittadini hanno dimostrato di essere gli unici ad avere a cuore il futuro dei propri territori.

L’arma più potente di cui disponiamo è quella matita che terremo in mano il 25 Maggio. Usiamola bene!

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