Monsanto: più di un secolo di crimini. Ad ottobre se ne discuterà all’Aja.

Dal 12 al 16 Ottobre si terrà il processo, per adesso solo simbolico, alla Monsanto, la nota azienda statunitense che “vanta” la paternità di prodotti alimentari altamente tossici e molti pesticidi regolarmente usati negli USA e anche in Italia, fino a che non sono stati vietati.
Quando si pensa alla Monsanto la mente va agli OGM, che anche se sono alla base dell’alimentazione statunitense fortunatamente non così diffusi in Italia. Le prodezze della multinazionale però purtroppo non si limitano certo a questi prodotti: ci sono moltissimi orrori legati al nome di questa azienda, fra cui la saccarina, prodotta per la Coca-Cola, la PCB, usata per la realizzazione di refrigeranti per motori che ha causato cancro negli animali, con la possibilità di effetti negativi anche nell’uomo. Incredibilmente la Monsanto ha un ruolo anche nel progetto Manhattan, il programma di ricerca e sviluppo per la realizzazione delle prime bombe atomiche. Meno disastrosa ma altrettanto pericolosa é stata la commercializzazione del D.D.T., un insetticida reso illegale da noi quarant’anni fa e vietato negli stati uniti dal ’72, ma ancora usato da numerosi paesi nel mondo. Da decenni viene inoltre accusata di aver nascosto la presenza di diossina in una vasta gamma di prodotti come alcuni erbicida. A quanto pare la multinazionale ha addirittura un ruolo nella guerra del Vietnam, essendo stata la maggior produttrice dell’agent orange, un diserbante defoliante usato poi in maniera incredibilmente crudele contro le popolazioni vietnamite, dove oltre 400.000 persone sono state uccise o mutilate e ben 500.000 bambini sono nati con malformazioni. Si conta inoltre che almeno 1 milione di persone hanno sofferto di problemi di salute. Ma questa sostanza ha avuto effetti negativi anche sui militari americani e sui loro figli, anche se però i veterani non hanno mai ricevuto risarcimenti dalla Monsanto.

Altri prodotti conosciutissimi e di uso comune sono altamente pericolosi: il RoundUp, erbicida, a base di glifosato sembra essere essere fra i probabili agenti cancerogeni per l’essere umano. L’aspartame, che é risultato nocivo sugli animali negli studi clinici, non é mai stato tolto dal commercio perché la sua potenziale tossicità non è ancora dimostrata sull’uomo. Anche l’ormone della crescita bovina rBGH che ha l’obiettivo di aumentare la produzione di latte crea non solo numerosi problemi agli animali, ma è probabilmente cancerogeno per l’uomo.
Sotto accusa anche tutti i fertilizzanti a base di petrolio che la Monsanto ha iniziato a produrre nel 1955. A quanto pare questi concimi annientano i microrganismi presenti nel sottosuolo rendendo i terreni improduttivi, cosa che fa gioco alla Monsanto visto che produce numerosi prodotti per rendere fertili i terreni.

Questi sono solo dieci motivi per cui Vendana Shiva con l’organizzazione Navdanya, organic consumers association, la IFOAM e altre decine di organizzazioni e associazioni ambientaliste, gruppi sociali e cittadini hanno voluto mettere la Monsanto sotto accusa e affrontare una discussione che si svolgerà all’Aja e che non a caso terminerà nel giorno mondiale dell’alimentazione. Il giudizio si baserà sui principi dedicati alle imprese diritti umani adottati dall’Onu nel 2011. Si chiederà il riconoscimento del crimine di ecocidio e della responsabilità penale della multinazionale per i danni causati alla popolazione. Purtroppo la sentenza non avrà valore legale ma speriamo che serva ad aprire gli occhi a chi ancora difende la Monsanto.

Ed all’inizio del mio mandato che cerco di sensibilizzare la popolazione le istituzioni sulla pericolosità dei diserbanti. Esiste una mia proposta di legge infatti che potete visionare a questo link,  dove potete scaricare una mozione per comuni e regioni.

Anche al parlamento europeo il movimento cinque stelle ha tentato di portare una mozione per evitare che il glifosato fosse inserito fra i prodotti usati all’interno dell’Unione Europea, ma purtroppo gruppi fra cui il PD e Forza Italia hanno fatto in modo che questa precauzione venisse bocciata. A quanto pare il termine “probabilmente cancerogeno” non basta ad escludere questa sostanza dalla lista.
Fortunatamente invece sul lato italiano qualcosa si muove, il 24 aprile 2015 il Tar del Lazio vieta l’uso in Italia del mais 810 prodotto da questa azienda, una vittoria del movimento cinque stelle. Per saperne di più su questa campagna si può andare a questo link.

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