Le api sono in pericolo: M5S chiede lo stop dei pesticidi, ma il governo prende (e perde) tempo…

Incredibile pensare che l’intera sopravvivenza della specie umana possa dipendere da qualcosa di incredibilmente piccolo e per qualcuno anche piuttosto fastidioso.
Le motivazioni che possono portare all’estinzione dell’umanità sono davvero molteplici e variano davvero dalle più fantasiose alle più catastrofiche, ma infondo ce n’è una sola che, senza chiamare in causa alieni ed asteroidi sembra alla fine essere la più realistica: l’estinzione per carenza di cibo.

E’ bene ricordare che nel nostro mondo super industrializzato ed ipertecnologico ci sono cose che l’uomo non potrebbe mai e poi mai fare, almeno non con costanza, velocità, dedizione e efficacia, e una di queste è IMPOLLINARE, cosa che invece le Api sanno fare piuttosto bene.
A dirla tutta in Cina, dove l’inquinamento è a livelli davvero allarmanti, le api stanno gia del tutto scomparendo, per cui in molte regioni sono dovuti correre ai ripari assumendo degli “uomini-ape”, ossia milioni di uomini che in due settimane con l’aiuto di un pennarello devono impollinare coltivazioni infinite di frutta e verdura, pur di non perdere del tutto la propria biodiversità. Un uomo-ape impollina 20 alberi al giorno, mentre uno sciame ne farebbe 200… La notizia, che è di un paio di anni fa, è quanto meno agghiacciante..

“Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita”. Questo lo sosteneva Einstein e speriamo di non dover mai verificare l’esattezza di questa sua teoria, ma fatto sta che anche se la sua fosse la più pessimistica delle previsioni non sarebbe poi così lontana dalla realtà. Senza insetti impollinatori dovremmo dire addio a una miriade di prodotti alimentari: niente più, per esempio, mele, carote, limoni, melanzane, sedano e cavolfiori, e molti altri prodotti agricoli che fanno parte della nostra dieta quotidiana. Secondo i calcoli, senza l’aiuto delle api sparirebbero dagli scaffali il 52% delle merci, sia quelle fresche prodotte da orti e frutteti, sia alcuni prodotti (come quelli caseari, ma anche molte carni) che sentono indirettamente il beneficio del lavoro dell’impollinazione: 1/3 del nostro cibo dipende da loro.
Grazie all’aiuto dei ricercatori della University Heights, nel Rhode Island, è stato ricreato un negozio in cui non compaiono più tutti quegli alimenti che dipendono dall’incessante lavoro delle api e la foto è desolante:

senzaapi
Gli apicoltori denunciano da qualche anno il Colony Collapse Disorder, una sindrome che porta a svuotare gli alveari. Dopo qualche studio il risultato è stato piuttosto ovvio per gli scienziati: le api muoiono perché intossicate dai numerosi pesticidi letteralmente trasudati dalle piante. Quello che per non potrebbe essere innocuo in tali quantità, per loro, esseri così piccoli, è fatale.
Questa moria è così preoccupante da far smuovere decine di associazioni ambientaliste. Una fra tutti Greenpeace che ha lanciato la campagna “Salviamo le api” a cui potete aderire tramite questo link.

Il problema ovviamente non è “solo” la loro moria, ma anche il rischio del consumo del miele prodotto: Nel 2014 lo studio dell’Efua (Autorità europea per la sicurezza alimentare), afferma che in tutta Europa il polline con cui entrano in contatto le api è altamente inquinato da un “pesante cocktail di pesticidi tossici” tra i quali molti neonicotinoidi.
Il Movimento 5 Stelle si era gia più volte adoperato muovendosi in diverse direzioni tutte atte a salvaguardare l’esistenza delle api nel nostro paese e quindi anche quella della nostra agricoltura. In diverse occasioni abbiamo presentato delle interrogazioni riguardo la messa al bando di numerosi pesticidi killer come clotianidin, imidacloprid e tiametoxam. Nonostante avessimo ottenuto nel 2013 il divieto di utilizzo di tali sostanze ci siamo ben presto resi conto che questa era solo l’ennesima bugia propinataci dal governo. Nel 2014 abbiamo presentato così una nuova interrogazione di Massimo Bernini chiedendo il perché del ritardo della messa al bando di tali pesticidi ammazza api e la risposta è arrivata solamente nel novembre 2015: Il Governo ammette che l’allarme per i pesticidi killer delle api è fondato ed è al centro di un processo di monitoraggio e tutela ancora in corso. Insomma, i ritardi si sommano ad altri ritardi e la situazione delle api non va di certo migliorando.

Al problema pesticidi poi si aggiunge anche l’ Aethina tumida,  un coleottero parassita degli alveari, esotico nell’intera Unione europea, in grado di determinare notevoli danni, dal consumo delle scorte di polline e miele fino ad arrivare alla distruzione dell’intera covata. La lotta a questo coleottero richiede l’eliminazione di interi alveari distruggendo così l’economia dell’apicoltura, in particolare quella Calabrese.
Paolo Parentela ha chiesto con l’ennesima interrogazione di intervenire urgentemente affinché vengano attivate tutte le procedure necessarie per circoscrivere ed eradicare eventuali ulteriori focolai nonché impedire la diffusione del parassita sul territorio nazionale e riconoscere un indennizzo agli apicoltori che dovessero essere chiamati ad adempiere ad un’ordinanza di abbattimento dei propri alveari. Ha richiesto inoltre di intervenire nella regolamentazione delle importazioni che è la principale difesa contro l’introduzione e la diffusione dell’Aethina tumida. Attendiamo risposta, magari celere, stavolta.

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