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La lettera della De Micheli sui tributi sembra una candid camera

La lettera della De Micheli sui tributi sembra una candid camera

E’ disarmante leggere la lettera inviata ai sindaci del cratere sismico da parte del commissario straordinario per la ricostruzione Paola De Micheli. Lo sprezzo e la superficialità con la quale si avvisa che dal prossimo 16 dicembre c’è da iniziare a pagare i tributi sospesi, e che per farlo il governo dà la possibilità di accendere mutui o prestiti con banche convenzionate per tutti i titolari di reddito di impresa o da lavoro autonomo, lasciano basiti. La nonchalance con la quale Palazzo Chigi batte cassa denota una totale assenza di contatto con le realtà appenniniche, che da oltre un anno continuano a vivere un vero e proprio inferno burocratico, organizzativo ed economico. E’ grave che la De Micheli non si renda affatto conto che le imprese di quei territori, che siano esso agricole, industriali o commerciali, non siano per niente nel pieno delle loro facoltà produttive, e che di fatto non riescano a generare quei profitti tali per i quali possano saldare il conto di tutte le tasse sospese. Eppure come M5s eravamo stati chiari con la De Micheli: la priorità dev’essere quella di mettere in atto ogni misura possibile per evitare lo spopolamento di quelle zone e la chiusura nelle stesse delle diverse attività produttive, molte delle quali hanno già gettato la spugna. La commissaria, almeno a parole, ci diede ragione e ci tranquillizzò, ma la missiva spedita ai sindaci conferma che non ha affatto compreso la gravità della situazione. Ma come, per contrastare lo spopolamento si chiede ai terremotati di indebitarsi per pagare i tributi gentilmente bloccati? Non fossimo abituati alle scelte farsesche di questo esecutivo, ci convinceremmo di essere vittime di una candid camera. Alla De Micheli consigliamo di archiviare la fase “Scherzi a parte” e di iniziare a fare qualcosa di concreto per un’area che tuttora si trova nell’agonia più assoluta.

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