JP INDUSTRIES FABRIANO: BISOGNA FAR PRESTO O L’INTERO DISTRETTO VA AL COLLASSO

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Nel “romanzo giudiziario” della JP Industries, in trincea contro le bordate lanciate dalle banche che vogliono vedere invalidato l’acquisto da parte della stessa JP di quella che era la ex Antonio Merloni, uno spiraglio di luce si intravede. Il governo oggi ha risposto a un’interrogazione da me presentata proprio per incalzare nuove mosse nell’intricata vicenda. E la situazione è la seguente: l’esecutivo di recente ha pubblicato le modifiche alla vecchia norma relativa alle agevolazioni per chi investe nell’industria, allargando le maglie di coloro che possono accedervi. Un passaggio basilare per JP Industries per rilanciare l’accordo di programma “area Fabriano” con gli istituti di credito, intesa che dovrebbe sancire quella “pax pecuniaria” necessaria affinché la Corte di Cassazione possa pronunciarsi in maniera positiva in merito al suo ricorso. Dunque, bisogna accelerare: l’area umbro-marchigiana non può in nessun modo permettersi un altolà definitivo a JP da parte della suprema Corte. In parole povere servono i soldi subito, ora che la norma sugli incentivi lo consente. Tutto il distretto industriale fabrianese è sulla graticola. I lavoratori della ex Indesit sono stati salvati in extremis con l’acquisizione di Whirlpool, ma a livello occupazionale l’ossigeno è garantito solo fino al 2018. A questo si aggiungono coloro finiti a spasso dal 2008 a oggi e le difficoltà sul fronte occupazionale di altre aziende storiche dell’industria del bianco quali Tecnowind e Best. Per tutti questi motivi, l’eventuale perdita di 700 posti di lavoro in JP Industries di fronte a uno stop in Cassazione sancirebbe il definitivo collasso dell’intera economia dell’area, specie se si considera l’indotto. Un punto di rottura dal quale, stavolta, Fabriano e i paesi limitrofi non si riprenderebbero mai più. Per questo incalzeremo ancora tutti i soggetti coinvolti perché si faccia presto: la posta in gioco è troppo alta e ne va del futuro non solo di una città, ma di due ampie fette di territorio di due regioni.

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