INDESIT: WHIRLPOOL E SINDACATI DISTANTI. MENTRE I LAVORATORI SCIOPERANO, RENZI TACE

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Dopo l’incontro di ieri al ministero dello Sviluppo Economico tra i rappresentanti di Whirlpool, quelli del governo, e infine i delegati delle varie sigle sindacali, la situazione sul caso Indesit resta in totale stallo. O meglio, tra i tagliatori di teste del colosso americano regna ottimismo, in quanto proseguono con la filastrocca della ristrutturazione, ma le parti sono lontane, in quanto i sindacati ben sanno che trattasi invece di una mezza epurazione. Quello che ci si chiede è: i 1350 esuberi tra Carinaro, Albacina e None sono davvero tali, o tra qualche mese scopriremo che nel conteggio saranno effettivamente di più? La componente impiegatizia che fine farà? Per questi lavoratori, oltre alla canonica e ormai deprimente cassa integrazione, il governo ha previsto qualche forma di tutela o di indirizzo per un eventuale reinserimento? Quanti dei 500 milioni del piano di investimento di Whirlpool saranno elargiti per lo stabilimento di Marischio? Gli stabilimenti chiusi come verranno riutilizzati?

Negli incontri di lunedì 27 aprile e di ieri, non si è avuto il minimo ragguaglio su tutto questo da parte dell’azienda. Soprattutto, il governo ora fa orecchie da mercante. Dopo un’interrogazione a mia firma, alla quale non è mai arrivata risposta da parte dell’esecutivo, ora ci riproviamo al Senato con un’interpellanza a firma Vilma Moronese. E siamo pronti a presentare un’interpellanza urgente anche qui a Montecitorio. Il 5 maggio ci sarà un altro tavolo, ma stavolta il governo deve incalzare i vertici Whirlpool verso la chiarezza e in particolar modo verso una revisione di questo piano “lacrime e sangue” dell’azienda americana. Renzi si è battuto i pugni al petto per la fierezza nel luglio scorso quando Whirlpool acquisì Indesit. Ora però tace. Soprattutto dopo che i giornali hanno svelato che la famiglia del ministro Federica Guidi ha accordi commerciali con la stessa Whirlpool per la fornitura di compressori per frigoriferi, notizia confermata dal padre dello stesso ministro, presidente della Ducati Energia.

Oggi allo stabilimento di Marischio i lavoratori si sono riuniti in sit-in e hanno protestato, stanchi di vedere il loro futuro appeso a un filo. Lo hanno fatto anche per Vittorio Merloni, che proprio oggi compie 82 anni, e che da “padre” dell’azienda non avrebbe permesso un tale colpo di spugno così pesante, come hanno ribadito i rappresentanti degli operai. Anche a Carinaro, nel casertano, i lavoratori hanno scioperato per giorni.

Bisogna sostenere queste persone, molte delle quali hanno contribuito in modo decisivo a far sì che il marchio Indesit diventasse uno dei più quotati al mondo in materia di elettrodomestici, cucendoselo dentro a suon di sacrifici e spirito di abnegazione. E non prenderle in giro, come sta facendo Renzi con tutti i suoi cortigiani. Noi non ci fermeremo qui, e faremo di tutto per preservare questo patrimonio fatto di know-how e di tante sfide vinte in passato.

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