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Incendi: i disastri del Dl Madia vengono a galla tutti

Incendi: i disastri del Dl Madia vengono a galla tutti

Lupus in fabula: per un anno e mezzo abbiamo denunciato preoccupati i disastri che il Dl Madia avrebbe prodotto una volta approvato, e purtroppo i drammatici fatti di questo rovente mese di luglio ci stanno dando tristemente ragione. Come è noto a tutti, in molte regioni questa settimana si sono registrati incendi di notevole portata. In alcune zone dovuti al gran caldo, in altre (la maggioranza) per dolo. Purtroppo il nostro paese è sotto scacco a causa delle ecomafie: aspetto, questo, che come M5s abbiamo sempre cercato di non trascurare. Il contrasto a certa criminalità è sempre in cima ai nostri pensieri, perché esse impattano in maniera dannosa sulle nostre vite e soprattutto sulle nostre finanze. Ed è questo il motivo principale per cui, in questa legislatura, le ho tentate tutte per far rinsavire Matteo Renzi e Marianna Madia dalla follia della cancellazione del Corpo Forestale dello Stato. Una scelta stupida, miope e infruttuosa in termini di risparmio, che ahimè è entrata nel bestiario delle malefatte dei circa mille giorni sciagurati di premierato di Renzi.

Il guaio di questa riforma della pubblica amministrazione non è soltanto relativo all’addio ai “forestali”, che negli ultimi 200 anni sono sempre stati in prima fila nei migliaia di interventi susseguitisi negli anni in merito agli incendi boschivi. Questo scellerato provvedimento, cosa ancor più grave se vogliamo, non elimina alcuna sovrapposizione tra Vigili del Fuoco e Carabinieri circa le competenze in caso di roghi che richiedano un intervento massiccio di forze come quelli di questi giorni. In sintesi: l’Arma fa prevenzione ma se scopre un incendio non può intervenire (se non “per piccoli roghi”, recita un documento del 7 luglio firmato dal generale Antonio Ricciardi, comandante dell’Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare), le indagini le fanno i CC ma lo spegnimento i VVF che spengono con modalità che favoriscano le indagini CC, le perimetrazioni le fanno i CC che però poi debbono passare i dati ai VVF ma solo dopo aver controllato i comuni ed il catasto incendi, gli elicotteri li mettono i VVF (di 16 arrivati dalla forestale in questi giorni ne sono stati usati solo due per via di intoppi burocratici vari) con personale ex CFS ma stazionano presso i CC, nei parchi spengono i VVF ma solo dopo segnalazione dei CC, il dos è vvf ma è accompagnato da un cc ex cfs che conosce il territorio e la vegetazione, il numero di emergenza AIB 1515 rimane quello, ma gestito dai CC che servono solo a rispondere ma passano le chiamate dei VVF, tutto ciò però dovrà essere confermato dalle decisioni di ogni singola regione.

In mezzo a questo guazzabuglio, ci può essere efficacia negli interventi? Chiaro che no. Quindi ci troviamo addirittura a dover auspicare un aiuto a livello europeo, di fronte a roghi che si allargano a macchi d’olio come quelli di questo mese di luglio. Purtroppo le decisioni scriteriate della politica poi le pagano i cittadini e il loro territorio. Matteo Renzi e Marianna Madia hanno responsabilità abnormi di fronte a questo scempio.

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