In Europa lo smog uccide 467 mila persone all’anno. Chi governa l’Italia però non ci sente

smog

In Europa lo smog causa 467 mila morti all’anno. Non è una cifra buttata lì a casa, ma è quanto risulta dal rapporto dell’EEA, cioè l’Agenzia europea per l’ambiente.  Nonostante la qualità dell’aria in Europa stia migliorando – dice l’Eea – l’inquinamento atmosferico resta il principale fattore ambientale di rischio per la salute umana ed abbassa la qualità della vita. Tra gli altri risultati, risulta che nel 2014 circa l’85% della popolazione urbana nell’Ue è stato esposto alle cosiddette «polveri sottili» (il particolato PM2.5) a livelli ritenuti dannosi per la salute dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. E proprio il particolato, spiega il rapporto, ha causato in Europa almeno 467mila morti premature.

È evidente che le politiche messe in atto non sono per nulla sufficienti. Guardando a casa nostra, è necessario che il governo italiano si renda conto che deve approntare politiche per la mobilità pubblica, ridurre il trasporto privato e soprattutto fare marcia indietro sulle scelte energetiche, sugli inceneritori e sulle centrali a carbone. Insomma il contrario di quella che è la politica ambientale (se proprio così la vogliamo chiamare) del Pd. Quando si renderanno conto che approntare politiche per l’ambiente vuole dire prendere decisioni per la salute dei cittadini?

C’è l’occasione di fare qualcosa di concreto, proprio adesso che sono in via di approvazione gli emendamenti presentati dal M5S in Bilancio. Faccia vedere il Pd che quelle per l’ambiente e per la salute dei cittadini non sono lacrime di coccodrillo. Di certo, non va in questo senso la bocciatura appena arrivata alle agevolazioni fiscali per il riciclo e la preparazione al riutilizzo. Ecco perché a molti viene l’orticaria quando si nomina la raccolta differenziata spinta, che affama gli inceneritori e va contro le lobbies che sostengono questo governo.

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