Il volto buono della caccia…(?!)

Sono rimasta piuttosto interdetta quando ho letto la notizia diffusa dalla LAC, (lega anti caccia), riguardo un’iniziativa che si svolge ogni anno e da ben 11 anni nel fermano, e che ha come protagonisti inconsapevoli lepri e bambini. 

L’iniziativa promossa all’Ambito Territoriale di Caccia “Firmano – Sibillini” richiama ben 140 bambini delle Scuole Elementari di Altidona ed Ortezzano in Provincia di Fermo, di età compresa fra gli 8 e i 13 anni, e sebbene l’iniziativa possa sembrare lodevole da un punto di vista ambientalistico nasconde dei retroscena che ritengo del tutto inadatti a dei bambini di quell’età, particolarmente sensibili e sopratutto in un momento della vita in cui sono piuttosto vulnerabili. 

In questa specifica iniziativa i bambini sono stati portati in una zona di ripopolamento e cattura per assistere al momento in cui le lepri vengono catturate per poi essere introdotte in natura e infine cacciate… e mi chiedo se questo si bambini sia stato detto.

Il dubbio del delegato della LAC per la sezione Marche Danilo Baldini é che questa sia solo una mossa per influenzare le giovani menti e dirottarle verso il settore della caccia che ha un trend negativo irreversibile e che annovera ormai praticanti con età media di oltre 70 anni. Il delegato esprime anche dubbi verso le Scuole e la Pubblica amministrazione affermando che “invece di insegnare ai bambini il rispetto per la natura e per gli altri esseri viventi, approfittano del loro ruolo didattico per influenzare negativamente la psiche dei minori in un momento delicato e vulnerabile della loro vita”.

Un dubbio che onestamente viene anche a me. Per quale motivo i bambini devono essere costretti ad assistere a un momento di enorme stress e paura di questi animali? Non dovrebbero vivere la natura in maniera più gioiosa osservando la vita di questi animali allo stato libero?

Il problema é poi che esistono altre situazioni simili in Italia, come a Cosenza, che nel Parco Nazionale del Pollino,  (attenzione: parco nazionale!!), attua una manifestazione simile con queste finalità: “quella di creare nei bambini in età scolare, in maniera piacevole e coinvolgente, la consapevolezza di essere parte di un ecosistema, regolato da determinati equilibri, in cui ognuno contribuisce a comporre l’insieme […] vuole trasmettere al bambino modalità diverse dell’uomo di agire sull’ecosistema e di procacciarsi e produrre il cibo, elemento indispensabile per la propria vita, secondo una modalità obiettiva, plurale e libera da pregiudizi o scarsa informazione.”.

Dubito fortemente che sia questo il modo di insegnare il rispetto dell’ambiente e degli animali ai bambini e per questo ho presentato una interrogazione parlamentare al Ministro dell’istruzione e dell’ambiente, per chiedere se sono al corrente di tali iniziative e se ciò rientra nelle linee guida che riguardano  l’educazione ambientali dei bambini.

Vi terrò aggiornati.

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