Il Salva Italia che sfascia l’ambiente: 9 motivi in più per votarli via!

Lo abbiamo detto e ripetuto: lo Sblocca Italia non sbloccherà questo paese, non aiuterà l’economia, non muoverà il mondo del lavoro e non aiuterà l’ambiente.

Mentre l’Europa chiede di diventare sempre più green con politiche economiche per un futuro sostenibile, Renzi con la sua legge pone una serie di norme che bloccano l’avanzata ecologista dell’Italia.

Il Movimento 5 Stelle avevamo presentato un contro decreto chiamato AttiVaItalia dove abbiamo avanzato le nostre proposte per il lavoro e la sostenibilità. Manco a dirlo il governo ha voluto seguire la propria malsana strategia. Il fine non si sa bene quale sia, ma sicuramente non è questa la via per lasciare ai nostri figli un Paese migliore. 

Ecco i 9 punti in cui lo Sblocca Italia tocca il fondo, profondo come un pozzo di petrolio nel mediterraneo, meritandosi la nomina di Sfascia Italia.

Mobilità: Un paese che lotta contro una situazione in cui le precipitazioni sono sempre meno e l’inquinamento sempre più grave, invece di incentivare il trasporto pubblico (tram, metro, treni…) Renzi è spende quasi il 50% di tutto il budget per costruire autostrade e grandi opere. Nemmeno un euro a favore della manutenzione e si è dimenticato delle vecchie e degradate ferrovie regionali che sono sempre più imbarazzanti.

Riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: La scelta intelligente sarebbe stata quella di   far ripartire il settore edilizio delle ristrutturazioni rendendo strutturale gli incentivi già presenti, quali l’Ecobonus al 65% e l’incentivo alla ristrutturazione al 50%. E invece no. Renzi impone deroghe e deregulation per alcuni interventi edilizi e per i cambi di destinazione d’uso. Insomma un “fate un po’ come vi pare”.

Inceneritori: L’Italia, con enormi differenze fra nord e sud, sta ingranando la marcia della raccolta differenziata e finalmente si può puntare al successo. Il recupero delle materie prime è in atto e ormai la parte indifferenziata è calata drasticamente rispetto al passato. Questo è il momento di fare un passo in più: incentivare la raccolta differenziata, ridurre i rifiuti da imballaggio, siti di compostaggio e soprattutto tariffa puntuale. Il Governo Renzi e tutto il PD risolvono il problema cosi: 9 nuovi inceneritori.

Bonifiche: Sono 100 gli ettari di terreno in Italia avvelenati dai rifiuti industriali e 49 i siti da bonificare. Ribadiamo che non è stato proprio intelligente ridurre le pene economiche per chi ha inquinato, quei soldi avrebbero aiutato la bonifica delle aree, ma oltretutto il decreto si limita a commissariare alcuni siti e creare varianti in corso d’opera portando ancora più caos e aumenti di costi per le opere pubbliche. Insomma un pasticcio.

Rischio idrogeologico: Il detto prevenire invece che curare a Renzi non piace proprio. Con questo decreto non si parla abbastanza del prevenire, definendo un programma serio delle aree a rischio. 100 milioni di soldi stanziati (bruscolini rispetto alla reale esigenza) per l’apertura di cantieri ma ad oggi ancora inutilizzati per contrastare il rischio. 

Acqua: Nel 2011 abbiamo votato un Referendum ma nessuno sembra ricordarlo: NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA. E loro che fanno? Prevedono fusioni ed aggregazioni fra le aziende imponendo un unico gestore in ciascun ambito territoriale: Un altro tentativo di privatizzazione. 

Trivellazioni: La strada giusta sono le energie rinnovabili, ma a Renzi e la sua maggioranza il petrolio e gli idrocarburi piacciono tanto. L’ha anche ammesso! Per questo vuole trivellare l’Adriatico da nord a sud alla ricerca dell’oro nero disastrando tutta la nostra costa e mettendo a rischio l’economia del turismo e interi ecosistemi. La strada giusta insomma…

Condoni e cemento: Che voglia cementare l’Italia si è gia capito, ma questa legge nasconde anche un grande condono edilizio senza sanzioni. In pratica si escludono i professionisti dalle gare d’appalto favorendo le società di ingegneria. Meno controlli per tutti?

Corruzione e infrastrutture: Lo voleva Berlusconi, poi per fortuna ce ne siamo liberati, (almeno all’apparenza e forse nemmeno più quella), e ora Renzi lo rivuole ad ogni costo: il ponte sullo stretto che a quanto pare (per lui) è indispensabile e necessario, così come la Tav. 

Insomma, cemento a go go e poi fa le lacrime da coccodrillo ad ogni disastro ambientale!

Se fossimo noi al Governo? Questa la nostra soluzione: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2014/10/attivaitalia.html

#VOTIAMOLIVIA

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