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Il mio testo sui piccoli borghi è legge: nelle Marche interesserà 163 comuni, molti dei quali nel cratere sismico

Il mio testo sui piccoli borghi è legge: nelle Marche interesserà 163 comuni, molti dei quali nel cratere sismico

E’ stato il provvedimento che più di ogni altro ho voluto e per il quale ho strenuamente lottato: dopo quattro anni e mezzo sono molto emozionata nel poter dire che il testo sui piccoli comuni è finalmente legge. Il mio documento, unificato a quello proposto da Ermete Realacci del Pd, regala oggi a tante realtà altrimenti dimenticate una grande opportunità per il futuro. E’ una “creatura” frutto di un assiduo lavoro sul territorio e di un impegno diffuso in tutti gli angoli d’Italia per raccogliere le istanze di tanti dei 5500 comuni sotto i 5 mila abitanti sparsi in tutte e venti le regioni. Mi preme rimarcare che questa grande vittoria ridà dignità a tante zone della nostra meravigliosa Italia che troppe volte rimangono fuori dai riflettori: tra queste c’è anche la mia regione Marche, che su 229 comuni ne vanta ben 163 con i requisiti necessari per accedere ai fondi stanziati con il provvedimento al quale il Senato ha appena dato l’ok definitivo. Non solo: di quei 163 fanno parte la quasi totalità dei comuni colpiti duramente dagli eventi sismici dello scorso anno, i quali potranno dunque beneficiare di un piccolo sostegno in una fase che ormai da troppo tempo permane drammatica.

Per accedere ai finanziamenti, i sopracitati comuni (che occupano il 54,4% del territorio italiano e in essi risiede il 16,6% dei cittadini, circa 10 milioni in tutto) dovranno rientrare almeno in una di queste categorie: essere centri collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico, oppure caratterizzati da marcata arretratezza economica, o anche comuni soggetti a spopolamento o con disagio insediativo sulla base di specifici parametri (dati dall’indice di vecchiaia, dal numero di occupati ecc.). Anche frazioni piccole con questi requisiti, ma incluse in comuni superiori ai 5 mila abitanti (come tante ce ne sono anche nella mia Fabriano, città dove sono nata e nella quale vivo tuttora), potranno fare domanda di accesso agli stanziamenti. I fondi previsti complessivamente sono 100 milioni (10 milioni di euro per l’anno 2017 e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023) e gli investimenti serviranno a opere di riqualificazione con interventi pubblici di aree di particolare pregio all’interno dei centri storici. I comuni potranno anche comprare immobili dismessi per contrastare lo stato di abbandono e degrado, acquisire o stipulare intese per il recupero di case cantoniere e di stazioni ferroviarie non più utilizzate, nonché stipulare convenzioni con le diocesi e altri enti religiosi riconosciuti per tutelare il patrimonio artistico e valorizzare cammini e circuiti storici. Inoltre, risorse vengono messe a disposizione per il piano istruzione che riguarda il collegamento delle scuole poste in aree rurali e montane, l’informatizzazione e la progressiva digitalizzazione della didattica e soprattutto il sostegno all’avviamento di imprese giovanili. A proposito di tecnologie: il testo prevede la possibilità di destinare soldi per la banda larga in quei comuni dove gli operatori di telecomunicazioni non hanno interesse a investire e quindi non ancora attrezzati con reti di connessione veloce e ultraveloce. La legge contempla anche la promozione cinematografica e l’istituzione centri polifunzionali per servizi ambientali, scolastici ecc. In più, nei centri geograficamente più svantaggiati si potranno pagare tasse e tributi tramite la rete telematica gestita dai concessionari della agenzia delle dogane e dei monopoli. Infine, per i centri sprovvisti di servizio postale ci sarà l’opportunità anche di stipulare apposite convenzioni, di intesa con le organizzazioni di categoria e con la società Poste Italiane Spa, al fine di dare modo al cittadino di pagare imposte e fare vaglia presso gli esercizi commerciali. Insomma, il ventaglio delle possibilità di utilizzo di questi soldi pubblici è molto vario a seconda delle esigenze. Una grandissima opportunità, per far sì che l’Italia valorizzi parte dei suoi migliaia di tesori disseminati da Nord a Sud.

UN TESTO RIVOLUZIONARIO
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