IL GOVERNO DA L’OK ALL’ENI PER 2 POZZI PER ESTRARRE METANO AD ANCONA. LA REGIONE MARCHE AVVALLA

POZZI REGIONE MARCHE

Sul capitolo trivellazioni è grottesco il comportamento della Regione Marche. Mentre a Termoli si riuniscono governatori e assessori competenti delle regioni Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria per ribadire il “no” alle trivellazioni in mare e alla cascata di autorizzazioni per operazione di prospezione nei fondali nostrani, il governo continua imperterrito nella sua becera opera di svendita del mar Adriatico. E lo fa con il beneplacito proprio della nuova giunta che vede a capo Luca Ceriscioli. In soldoni: da una parte si parla addirittura di referendum, dall’altra si dà il disco verde a Galletti per le autorizzazioni ad estrarre. Il ministero dell’Ambiente, con un documento ad hoc che porta la data del 23 luglio, ha dato infatti il via libera al progetto “Clara Sud-Est” dell’Eni, che prevede l’istallazione a sole 24 miglia dalla costa meridionale del litorale dorico di una piattaforma a quattro gambe e la perforazione per la messa in produzione di due pozzi volti alla coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi. Tutto ciò nonostante i pareri contrari dei comuni di Numana e Sirolo e con lo stupefacente ok della Regione Marche che sta facendo il doppio gioco. Si tratta dell’ennesimo atto di un governo che se ne frega del volere dei comuni interessati e che certifica la volontà di stendere un tappeto rosso alle compagnie che si occupano di attività estrattive, in barba ad ogni forma di tutela della flora e della fauna marina. Come M5S, sosterremo ogni iniziativa volta a stoppare i piani assurdi di Renzi e di Galletti, sempre più inginocchiati al cospetto delle major.

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