Forestale: ecco perché l’accorpamento nell’Arma è incostituzionale e costerà di più

forestale armaCi siamo. Accantonata l’ipotesi di un passaggio nella Polizia di Stato, il Corpo Forestale dello Stato, spazzato via dal decreto di riforma a firma del ministro Marianna Madia, va verso l’accorpamento nell’Arma dei Carabinieri. Il passaggio dall’ordinamento civile a quello militare (nei CC) rischia di essere incostituzionale o quantomeno aprirà la strada ad una lunghissima stagione di ricorsi (per questo i sindacati sono già sul “piede di guerra”). Per evitare questo, il personale del CFS potrà scegliere “liberamente” se andare nei CC o in qualche altra pubblica amministrazione. Ma la scelta è fortemente condizionata visto che:

-Se si sceglie di rimanere nei CC, subendo quindi la militarizzazione, si continuerà a svolgere la stessa mansione (e grado) e probabilmente si rimarrà nello stesso luogo in cui si è espletato il servizio fino all’accorpamento, mentre il trattamento economico verrà equiparato a quello dei “parigrado” dei CC;

-Se non si accetta la militarizzazione, si entrerà nella mobilità della pubblica amministrazione. Gli enti della PA che dovranno assorbire questo personale, lo faranno solamente in base alle proprie disponibilità, mantenendo lo stesso trattamento economico.

Inoltre, molto difficilmente si potrà ricoprire la stessa funzione per la quale ci si è specializzati, disperdendo quindi tutto il patrimonio professionale. Gli enti preposti all’assorbimento saranno i ministeri, le regioni (ASL, ARPA, Servizi fitosanitari). Gli agenti del CFS che invece non accetteranno la militarizzazione perderanno il loro status di agente. Questa situazione da molti è vista come illegittima anche perché è il frutto di una “vacatio legis” visto che la normativa sulla mobilità della PA non prevede la fattispecie “agenti” (è la prima volta che si verifica un caso simile in Italia).

Una forzatura, frutto di una trattativa che vede coinvolti diversi attori, tra i quali il governo e alcuni membri della maggioranza, il Comandante Generale del CFS Patrone e il Comandante Generale dei CC Del Sette (prossimo al pensionamento). L’Arma punta alla “caccia grossa” quanti più uomini e funzioni acquisirà dal CFS, tanti più fondi economici avrà, oltre ad un accresciuto “peso politico”. Degli 8.000 uomini del CFS non tutti sono agenti; ci sono infatti gli operai (poche centinaia) e i ruoli tecnici (revisori, periti, ecc.), circa 700 unità. Benché non armati, hanno la qualifica di UPG (ufficiali di polizia giudiziaria) come gli altri ruoli ispettivi della PA (ASL, Ispettorati del Lavoro, Servizi Fitosanitari, ecc.).  Che fine faranno questi ruoli, visto che i CC non possono assorbire tutto questo personale civile (nelle forze armate il personale civile è ridotto “al lumicino”)?Lo scenario che si va prefigurando è il seguente: gli operai verranno assunti come personale civile e continueranno a svolgere le proprie funzione presso i CC (maneggi dei reparti a cavallo, manutenzione delle caserme ed altro bracciantato). Anche in questo caso si perderanno competenze importanti visto che questo personale è specializzato nella manutenzione delle 130 riserve naturali gestite direttamente dal CFS. Il personale dei ruoli tecnici verrà invece militarizzato (cioè diverrà carabiniere), però solo se ritenuto idoneo alle visite mediche psicoattitudinali (per il porto d’armi). Trattasi di personale che nella maggior parte dei casi ha superato il 45° anno di età, assunto con riserva per gli invalidi, di obiettori di coscienza, ecc. Per quest’ultimi il destino è incerto, probabilmente seguiranno la strada della mobilità nella PA.

PS: un particolare ringraziamento al mio collega alla Camera Massimiliano Bernini per la sua competenza e la determinazione con cui ha affrontato insieme a me ed a tutti gli altri colleghi questo scellerato provvedimento!

1 thought on “Forestale: ecco perché l’accorpamento nell’Arma è incostituzionale e costerà di più

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.