FERROVIA FABRIANO-PERGOLA: POCHI EURO PER UNA TRATTA VITALE

ferrovia fabriano-pergola

La linea ferroviaria Fabriano-Pergola giace lì, abbandonata se stessa, in preda alle sterpaglie e agli arbusti che ci stanno crescendo sopra. Eppure, è un’arteria ferrata di vitale importanza per l’entroterra marchigiano. Non solo per il traffico passeggeri: non è un caso che Whirlpool, nel dover scegliere nel suo piano industriale tra lo stabilimento Indesit di Albacina e quello di Marischio, abbia optato per il secondo, proprio perché servito dalla strada ferrata di cui sopra. Come ha spiegato con dovizia di particolari Italia Nostra Marche, dieci anni di governo Spacca hanno sancito la morte del trasporto su ferro per quanto riguarda le tratte secondarie regionali. Per questo, nell’audizione in commissione Ambiente del neo-ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di ieri, ho voluto chiedere al governo quali siano le iniziative future su questa tipologia di tratte ferroviarie, da sempre un po’ bistrattate negli ultimi decenni, a favore di un trasporto su gomma più remunerativo e inquinante. In Regione, più volte è stata palesata l’ipotesi di una pista ciclabile da realizzare sul percorso della Fabriano-Pergola. Non siamo mai stati e mai saremo contrari alle piste ciclabili, ma riteniamo che sia molto meno dispendioso risolvere il problema del dilavamento (causa della chiusura della linea ferroviaria), per il quale basterebbero 30-40 mila euro, che creare una nuova pista ciclabile ex novo, per la quale tra l’altro ci vorrebbero anni. Il ministro Graziano Delrio non conosce il dossier relativo alla Fabriano-Pergola, ma ha promesso che a stretto giro lo acquisirà e saprà fornirci delle risposte. Noi continueremo a vigilare e a pungolare l’esecutivo e gli enti locali, per far sì che un patrimonio di tutta la comunità dell’entroterra marchigiano non venga lasciato alle ortiche.

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