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Fabriano: strappato al governo impegno per tavolo su area di crisi complessa

Fabriano: strappato al governo impegno per tavolo su area di crisi complessa

In queste settimane nel distretto fabrianese si è dibattuto molto sulla “Area di crisi industriale complessa”: come tutti sanno a Fabriano e nei comuni limitrofi è in atto una “tempesta perfetta” che sta mettendo in ginocchio molte aziende e che soprattutto vede il numero di disoccupati crescere in maniera notevole di mese in mese, tanto che si è scollinata quota 5 mila unità per ciò che riguarda i disoccupati nel solo territorio comunale, senza per altro considerare i centinaia di lavoratori in mobilità. Fabriano ha già un accordo di programma stipulato presso il ministero dello Sviluppo Economico nel 2010 ai tempi dell’acuirsi della crisi dell’Antonio Merloni. Un protocollo d’Intesa che poi è stato prorogato e ritoccato negli anni successivi inserendo già di fatto l’area tra quelle a “Crisi Complessa”. Purtroppo però, passata la burrasca per la crisi di allora, il fondo previsto dall’accordo non è stato più rifinanziato, ormai è agli sgoccioli e deve essere riformulato per far fronte alle crisi aziendali ancora in corso. In Parlamento da anni ci battiamo: nel 2015 prendemmo di petto l’acquisizione dell’ex Indesit da parte di Whirlpool con tutte le potenziali insidie occupazionali, così come abbiamo più volte chiesto interventi su Tecnowind e in ultima battuta sulle cartiere Fedrigoni dopo lo strano caso dello stop ad alcune commesse relative alla produzione di carta moneta. Fabriano non può aspettare che arrivi un nuovo governo a primavera inoltrata che si occupi di tutta la situazione: serve un tavolo nazionale subito. Un tasso di disoccupazione prossimo al 40% dei cittadini dell’area tra i 14 e i 65 anni lo richiede.

Dopo settimane d’attesa, come “raccomandazione”, è stato recepito dal governo un nostro odg che impegna l’esecutivo a riattivare presso il Mise e di concerto con il Ministero del Lavoro non solo tutti i vari tavoli di vertenza avviati e chiusi in passato, ma anche un tavolo nazionale più generale che coinvolga istituzioni, amministrazioni locali, rappresentanze di categoria, sindacali e che rifinanzi ampliandolo l’accordo di programma per la disciplina degli interventi di reindustrializzazione delle aree coinvolte dalla crisi del Gruppo A. Merloni del 19 marzo 2010 alla luce delle ulteriori crisi aziendali. Un passo avanti necessario, che sarebbe indispensabile compiere prima dell’arrivo del governo che uscirà dalle elezioni politiche 2018. A Fabriano la situazione rischia di degenerare: mai come adesso serve un puntello volto a evitare una crisi che da occupazionale ormai è diventata a tutti gli effetti sociale.

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