E78 FANO-GROSSETO: FINO A IERI “MANNA DAL CIELO”, ORA PER CERISCIOLI E’ UN “PROGETTO VUOTO”

fano grosseto ceriscioliNel mondo della politica dei partiti succede anche che un progetto che veniva considerato altamente strategico per la politica europea della mobilità e dei collegamenti territoriali diventi improvvisamente un errore, una cosa inutile. Tutto senza bisogno di passare attraverso Governi di colore diverso che almeno un minimo potrebbero giustificare un cambio di strategie e di visione. Ed è così che dopo anni di parole al vento, presentazioni di progetti con tanto di foto con i tre presidenti di regione, Marche, Umbria e Toscana, sorridenti a stringersi le mani e a mostrare un progetto che nessuno ha mai potuto vedere, nonostante le numerose richieste di accesso agli atti, quello della E78, la strada dei due mari, la Fano-Grosseto, è stata definita dal neo presidente della regione Marche Ceriscioli: “un progetto vuoto”.

Sin dai primi mesi del mio insediamento mi sono interessata di questo progetto iniziando anche una serie di incontri sul territorio della provincia di Pesaro organizzati dai meetup e collaborando con i comitati locali. Per cercare di diradare la nebbia che ammantava tutta la questione in un alone di mistero ho depositato nel tempo diverse interrogazioni, ho incontrato il Ministro Lupi e ho fatto richiesta di accesso agli atti per riuscire ad ottenere il progetto di cui tutta la politica regionale parlava ma che nessuno aveva mai avuto modo di consultare e studiare.

La strada, che veniva promossa dalle istituzioni come la manna dal cielo in grado di risollevare l’economia di un intero territorio, per noi rappresentava e rappresenta tutt’ora un progetto che rischia di affossare l’unica vera opportunità di ripresa che il territorio della Valle del Metauro non può lasciarsi scappare ossia la valorizzazione del territorio, del paesaggio e delle tipicità artigianali e agroalimentari. La Valle del Metauro è una delle tante vittime della schizofrenia, dell’irresponsabilità e dell’arroganza tipica di una certa politica che mentre da una parte va all’estero a diffondere le bellezze paesaggistiche di un territorio ripreso negli affreschi di Piero della Francesca dall’altra spinge per realizzare una strada che  rappresenterebbe uno  strappo, una vera e propria lacerazione nel bel mezzo della valle. Anche sulla scorta di quanto accaduto nell’esperienza della BREBEMI (Brescia- Bergamo- Milano) ho sempre insistito sul fatto che fosse indispensabile e imprescindibile accompagnare tali progetti con un dettagliato bilancio dei costi-benefici in grado di determinare in maniera univoca l’effettiva necessità dell’opera anche a garanzia delle casse pubbliche.

La schizofrenia continua e i cittadini sono costretti a restare in un angolo a guardare mentre poche persone, spesso solo una, si arroga il diritto di fare e disfare come se in ballo non ci fosse la vita di centinaia di migliaia di persone. Anche perché in realtà, seppure sui giornali sia uscita la notizia secondo la quale Ceriscioli avrebbe messo una pietra tombale sopra il progetto, a leggere bene le dichiarazioni del neo Presidente, ad essere messo in discussione non è affatto il progetto della E78 ma semplicemente il meccanismo di finanziamento che era stato approntato per la sua realizzazione. Infatti era stata costituita una società di progetto: la ‘Centralia spa – Corridoio Centro Italia’, a maggioranza Anas (55%) e quote paritarie del 15% delle Regioni Umbria, Marche e Toscana che secondo Ceriscioli  “non è praticabile per costruire strade”. Il sospetto è che cambiando la guida della regione ci sia la necessità e la volontà di spostare un po’ di equilibri favorendo qualcuno al posto di altri.

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