DISOCCUPAZIONE GIOVANILE: +300% IN 7 ANNI NELLE MARCHE. BASTERA’ IL TRIONFALISMO DI RENZI?

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In questo primo scorcio del 2015, il premier Renzi e gli altri membri del suo governo hanno gridato più volte la parola “urrà” dinanzi ai dati sulla disoccupazione relativi all’Italia e agli effetti benefici del Jobs Act. Tanto trionfalismo ha preso forza sventagliando i dati del Censis, i quali dicono che circa 4 aziende italiane su 10 hanno intenzione di assumere nel 2015, e soprattutto facendo leva i sui numeri Inps, che parlano di 79 mila nuovi contratti a tempo indeterminato nel primo trimestre dell’anno. Numeri che si sono rivelati specchietto per le allodole, a detta dello stesso Inps:  nei primi due mesi del 2015 sono stati attivati 968.883 contratti di lavoro secondo l’Istituto nazionale di previdenza, contro i 968.870 dello stesso periodo del 2014. Dunque, 13 in più, non il successone che Renzi sbandiera a destra e a mancina.

A 48 ore dalla festa dei lavoratori però, c’è un altro studio che dimostra quanto sia nefasta la situazione del lavoro in Italia. Uno studio realizzato da Repubblica.it sulla base di dati Istat ed Eurostat, ci parla di numeri da tregenda: dal 2007 ad oggi, in Italia la disoccupazione è aumentata del 108%, più del doppio della media Ue. Certo, ora il tracollo di posti di lavoro registra una frenata, ma non giustifica affatto gli entusiasmi sfrenati del presidente del Consiglio e dei suoi sodali, visto il trend degli ultimi anni. Sprofonda anche la disoccupazione giovanile (under 25): dal 16% al 22. I dati più agghiaccianti riguardano le singole regioni. Ed è con grande tristezza che si scopre che la regione Marche, negli ultimi 8 anni, è quella che ha pagato di più nell’emorragia occupazionale nella fascia tra i 15 e i 24 anni: + 300% di tasso di disoccupazione, un numero da far tremare i polsi. Al pari della quarta piazza nel crollo complessivo della produzione industriale (-29%). Dati che danno tutta la dimensione dell’ecatombe economica in cui è sprofondata una Regione che ha sempre fatto del Made in Italy e dei suoi prodotti e servizi un grande vanto. Va un po’ meglio nella graduatoria dei “Neet”, vale a dire quei giovani che non hanno un lavoro né studiano: le Marche sono al 9° posto, a metà classifica, ma con numeri da allarme rosso che ci raccontano di un raddoppio dei ragazzi che rientrano in questa categoria rispetto al 2007.

Qui trovate lo studio completo di Repubblica.it.

Il dramma dell’occupazione giovanile nelle Marche continua ad essere minimizzato, in primis dall’attuale amministrazione regionale che fa acqua da tutte le parti, ma anche dal governo, e l’atteggiamento dello stesso sul caso Indesit ne è soltanto una delle molteplici prove. Altro che “viva il Jobs Act”, quel +300% mette paura.

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