DI FRONTE AI RISPARMIATORI FRODATI GOVERNO TACE, MA TROVA I SOLDI PER LA “BANCA DEI CARAIBI”

risparmiatoriQuando penso di aver dato fondo a tutta la tua incredulità sull’operato del governo Renzi, ecco che il premier gigliato e la sua schiera di colleghi/sudditi riesce sempre a stupirti. Sfogliando la pila di carte alla voce “emendamenti alla Legge di Stabilità”, proprio ieri sera in tarda serata mi è caduto l’occhio su una tabella recante la dicitura “L’Italia in Europa e nel mondo”. L’emendamento stanzia fondo per quattro progetti di sviluppo: uno per un “fondo africano, un altro per un “fondo asiatico”, un altro ancora per una non precisata “associazione internazionale dello sviluppo” e infine un “fondo di sviluppo speciale per la Banca dei Caraibi”. Dopo aver sgranato gli occhi, incappo in un articolo dell’Antidiplomatico del 2014, nel quale si fa preciso riferimento a un pacchetto di finanziamenti di 41 milioni di euro fino al 2017 per questa fantomatica banca, alla quale si aggiungono altri assegnini da decine di milioni come si evince dal testo letto stanotte. Naturalmente, sui portali dei grandi giornali nostrani e negli archivi di essi, di questa Banca dei Caraibi non c’è traccia.

E’ disgustoso che, in una fase dove a Montecitorio ci troviamo frange di centinaia di persone che protestano perché hanno perso tutto, l’esecutivo trovi risorse per contribuire allo sviluppo di una banca a 7-8 fusi orari da qui. Scoperchiata la pentola di un sistema bancario completamente fallato, ci ritroviamo con migliaia di cittadini sul lastrico davanti ai quali Renzi non dice una parola, e gli altri membri del governo fanno spallucce. Consapevoli che altri “bubboni bancari” sono lì lì per esplodere. Tra i dirigenti degli istituti finiti in malora non paga nessuno, e la tensione cresce.

La creazione di una commissione d’inchiesta, che il M5S invoca da giorni, non è più rimandabile: i colleghi della maggioranza hanno il dovete morale di sedersi a un tavolo e discutere proposte concrete per evitare che i casi Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara dilaghino. Abbiamo visto come Banca Popolare di Vicenza sia entrata nel mirino della guardia di finanza per una caso di presunta “estorsione” in Toscana nelle compravendite di pacchetti azionari. Anche Veneto Banca, con una svalutazione a man bassa delle sue azioni, è nell’occhio del ciclone. Inoltre, ora che il buco si è creato, bisogna mettere una toppa che non sia peggiore dello stesso. Si potrebbe attivare un fondo di tutela dei depositanti, che ora come ora non sarebbe vietato in quanto la nuova normativa entrerebbe in vigore a gennaio. Oppure ci si può giocare la via dell’intervento pubblico per ristrutturazione e non sottoforma di aiuto di Stato, con l’obbligo dunque di restituzione del finanziamento che si riceve. Come terza via c’è anche quella di far entrare azionisti e obbligazionisti imbrogliati nelle Bad Bank come risarcimento. Infine, bisogna procedere a una definitiva distinzione tra banche finanziarie e banche commerciali, una volta per tutte. Bankitalia, prima responsabile di questo sfacelo, è ora che si svegli e faccia la sua parte. E Palazzo Chigi la pianti di sovvenzionare banche esotiche, e dica finalmente cosa intende fare con i risparmiatori italiani frodati.

[button color=”pink” size=”medium” link=”http://www.patriziaterzoni.it/salva-banche-le-nostre-proposte-che-la-maggioranza-neanche-ascolta/” ]LE PROPOSTE M5S[/button]

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