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Danni al fiume Esino: fermiamo impianti a biogas che inquinano

Danni al fiume Esino: fermiamo impianti a biogas che inquinano

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Casi di violenza ambientale come quello perpetrato ai danni del fiume Esino quest’estate sono intollerabili: in Parlamento abbiamo deciso di interrogare il ministro dell’Ambiente Galletti sulla questione di incalzarlo affinché si arrivi al blocco dei contributi del GSE alle centrali a biogas che inquinano, vere e proprie sciagure quando si parla di sostenibilità ambientale. Ad agosto il Corpo Forestale dello Stato, quella forza di polizia inutile per il governo Renzi tanto da smantellarla in un amen, ha effettuato dei controlli specifici lungo il corso del fiume Esino, precisamente nel territorio del comune di Maiolati Spontini. Gli stessi agenti hanno quindi denunciato alla Procura di Ancona  il gestore di una centrale a biogas con sede a Castelbellino, al quale ora vengono contestati i reati di inquinamento ambientale, danneggiamento aggravato di acque pubbliche, deturpamento del paesaggio e altri capi di accusa. La storia balzò alla ribalta delle cronache poiché l’inquinamento del corso d’acqua raggiunse la foce, tanto da costringere il sindaco di Falconara Marittima ad un’ordinanza di divieto di balneazione per qualche giorno.

Non serve un mago per individuare la fonte di questo inquinamento: si tratta del “digestato” distribuito in modo inadeguato sui terreni agricoli limitrofi, quindi le acque scure rilevate dall’ARPAM nell’Esino sono la diretta conseguenza dell’operato della centrale a biogas. La misura è colma: questi impianti obsoleti rappresentano una minaccia ambientale tra le più pericolose. Galletti e i suoi tecnici devono prendere il toro per le corna e voltare pagina, altrimenti questi casi sono destinati a ripetersi e noi non lo tollereremo ancora.

TESTO INTERROGAZIONE
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