CORRIDONIA,  SCEMPIO DELL’ANTENNA DEGLI ZOCCOLANTI: IL MIBAC SI AUTOASSOLVE

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Un’antenna metallica di 36 metri è quanto di peggio ci possa essere per deturpare un paesaggio suggestivo. Pochi giorni fa, persino il critico d’arte Vittorio Sgarbi è sceso in campo contro il “mostro” d’acciaio tanto giustamente vituperato. Per questo, come Movimento 5 Stelle, continuiamo a dire no allo scempio messo in atto da Telecom nei pressi del monastero dei francescani zoccolanti a Corridonia. Oggi ho ricevuto la risposta del ministero dei Beni e delle Attività culturali all’interrogazione presentata su questa struttura tanto contestata dalla cittadinanza: secondo il Mibac, di fatto l’antenna è stata impiantata lì in quanto l’intero sito versa in stato di degrado. Affermazione che lascia il tempo che trova, in base al fatto che, nel 2007, sono stati ultimati i lavori di messa in sicurezza dell’intera area e sono state apportate migliorie in vista di un futuro restauro del convento stesso. Inoltre, stando ai rilievi del ministero, la Soprintendenza anni fa aveva provato a studiare un progetto che limitasse l’altezza della struttura, attraverso l’interramento di alcuni impianti tecnici, operazione risultata però troppo invasiva per il terreno, in quanto presupponeva l’utilizzo di materiali difficilmente removibili. Insomma, per non massacrare il suolo, si è preferito massacrare il paesaggio: questa l’auto-assoluzione del ministero. Così, da novembre, una delle zone  di maggiore interesse paesaggistico e storico del maceratese si trova a dover convivere con questo inguardabile palo di metallo che  sfigura totalmente gli scorci dell’intera zona. Il Mibac si è detto pronto a prendere in considerazione l’ipotesi di uno spostamento qualora il convento dovesse essere sottoposto a un’opera di restauro. Noi riteniamo che vada rimosso al più presto, al fine di restituire ai cittadini di Corridonia un paesaggio che rappresenta la vera “cartolina” della loro città.

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