Home / Attività parlamentare / Commissione banche: la presidenza a Casini è un insulto a tutti i risparmiatori imbrogliati
Commissione banche: la presidenza a Casini è un insulto a tutti i risparmiatori imbrogliati

Commissione banche: la presidenza a Casini è un insulto a tutti i risparmiatori imbrogliati

banche

Ci eravamo illusi di aver visto ogni sorta di abominio circa il sistema bancario in questa legislatura, invece oggi la maggioranza è riuscita a raggiungere una vetta quasi epica. Dopo aver ritardato in ogni maniera l’istituzione di una commissione d’inchiesta sul sistema dei nostri istituti di credito, oggi hanno deciso di dare i galloni di presidente a Pierferdinando Casini, uno dei più strenui oppositori in Senato sulla nascita di questa stessa commissione e titolare di una lunga sfilza di conflitti d’interesse tra i quali spicca la sua presenza tra i soci della fondazione Carisbo, azionista di quella Banca Intesa alla quale il governo ha recentemente offerto in pacco regalo Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Ecco, mettere un campione dell’annacquamento come Casini a capo di questa commissione evidenza la volontà del Pd e delle altre forze di maggioranza di voler insabbiare tutto e mandare subito in avaria questa stessa commissione. Un insulto bello e buono nei confronti dei risparmiatori italiani, tra i quali figurano migliaia di marchigiani, turlupinati da banchieri professionisti dell’imbroglio.

Insomma, ogni scheletro rimarrà chiuso a chiave nell’armadio: a conferma della loro voglia di non raggiungere il minimo traguardo c’è anche la totela assenza di galateo istituzionale che avrebbe voluto uno dei due vicipresidenti del Movimento 5 Stelle, visto che siamo la prima forza d’opposizione. Neanche per sogno: si sono eletti con un inciucione il deputato di Forza Italia Renato Brunetta e il senatore del Pd Mauro Marino. Nel suo discorso d’insediamento, inoltre, Casini ha voluto sottolineare che i pochi mesi a disposizione lo costringeranno a convocare la commissione talvolta di lunedì pomeriggio o di venerdì mattina, specie nelle settimane in cui ci saranno le discussioni sulla legge di bilancio. Qualcuno dovrebbe avvertirlo che tutti gli italiani lavorano il lunedì e il venerdì, e che se vuole fissare un’audizione con Ghizzoni per fare luce sull’intrigo che vede una sottosegretaria alla presidenza del Consiglio invischiata nel crac di Banca Etruria, oppure se vuole sentire Draghi sul caso Antonveneta, o altri manager come quelli delle venete, il M5S è disponibile anche il sabato sera o la domenica mattina. Noi non ci fermeremo, e saremo pressanti nel chiedere un calendario certo: siamo disposti a lavorare notte e giorno. Chi ha ucciso la fiducia degli italiani verso il sistema del credito deve pagare.

 

Scroll To Top