Codice rosso: da oggi lo stato ti difende!

Il 28 novembre è stato approvato dal Governo il disegno di legge c.d. “codice Rosso”, una proposta del Ministro Bonafede e del Ministro Bongiorno. Il ddl modifica il codice di procedura penale in materia di violenza domestica e di genere, raccogliendo la proposta dell’associazione “Doppia difesa”.  

Proprio come avviene nei “pronto soccorso”  denunce per reati di maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate, avvenute all’interno delle mura domestiche verranno trattate con la massima urgenza e da personale qualificato, garantendo così alle vittime con una risposta immediata in caso di richiesta di aiuto, che già fanno molta fatica a denunciare questi episodi odiosi, agendo così prima che sia troppo tardi. 

Il provvedimento si pone in linea con quanto già richiesto a livello europeo (direttiva 2012/29/UE) e amplia ulteriormente le garanzie introdotte in precedenza dal d.lgs. 212 del 2015 in materia di ascolto da parte del Pubblico ministero delle persone che si trovano in condizioni di “particolare vulnerabilità”. 

Fino al 1981 la percezione della gravità del comportamento del marito che costringeva la moglie a rapporti con violenza o minaccia, era attenuata, e quasi impunita, visto che si consumavano nell’ambito di un rapporto di matrimonio. La stessa impunità veniva garantita al  marito che uccideva la moglie se scopriva una relazione extraconiugale o semplicemente se agiva per la rabbia derivante dall’aver offeso il suo onore. Persino la violenza carnale, in generale, non veniva considerata in reato così grave. 

Nonostante però siano passati decenni, e ci si è resi ormai conto che sempre più spesso le violenze avvengono dentro le mura di casa piuttosto che fuori, la legge non si era mai adeguata e faceva fatica ad intervenire con tempestività, spesso arrivando troppo tardi, a tragedia consumata. I numeri crescenti lo testimoniano: secondo i dati diffusi da ISTAT, circa il 21 per cento delle donne italiane (4,5 milioni) è stato costretto a compiere atti sessuali e 1 milione e mezzo ha subìto la violenza più grave: 653.000 donne vittime di stupro e 746.000 vittime di tentato stupro, ma secondo le statistiche, solo 9 donne su 10 non denunciano ciò che hanno subìto, anche e soprattutto, tra le mura domestiche. Quindi, in realtà i numeri di chi ha subito violenza sono ben più alti.

E a far paura è anche l’analisi di un fenomeno che coinvolge spesso i minorenni. Nel 2015 il Ministero della giustizia aveva in carico 532 ragazzi condannati per stupro e 270 per stupro di gruppo.

COSA PREVEDE LA NOSTRA PROPOSTA GOVERNATIVA?

Con la nuova legge ci saranno procedimenti penali più snelli, senza fasi di stallo, che talvolta possono rivelarsi fatali per chi subisce le violenze. 

– Per questo la polizia giudiziaria che riceve le denunce dovrà comunicarle immediatamente al PM, senza poter fare una valutazione sull’urgenza;

– la vittima dovrà essere sentita dai magistrati nei tre giorni successivi; 

– se le indagini vengono delegate alla Polizia giudiziaria, questa dovrà darne la massima priorità, trasmettendo immediatamente la documentazione delle attività svolte al PM;

– si introduce un obbligo di formazione per le forze di polizia che trattano questo tipo di procedimenti, in modo che siano specializzati nella prevenzione e nella repressione e che abbiano una preparazione specifica all’interlocuzione con le vittime.

GRAZIE A QUESTO PROVVEDIMENTO DENUNCIARE AVRÀ UNA CONSEGUENZA, NON SARÀ PIÙ UNA COSA INUTILE, COME VIENE PERCEPITA DA MOLTISSIME DONNE. DA OGGI LO STATO VI ASCOLTA E LA VOSTRA PAROLA VALE, VALE DAVVERO!