CINGHIALI: GOVERNO TUTTO CHIACCHIERE E DISTINTIVO. L’IMPRESSIONE E’ CHE SI ATTENDE LA TRAGEDIA

cinghialiIl cinghiale è l’animale del momento: è ovunque. Sui giornali, sulle tv, sui social network. Il perché è presto detto: branchi di questi suidi ormai sono sbarcati nelle città. Un po’ in tutte le regioni, la storia si ripete, con i cittadini che trovano bestie anche da 80-90 kg rovistare nell’immondizia o addirittura attraversare le strade. Ne è l’esempio la mia Fabriano, situata in una zona montana: gli avvistamenti in città non si contano più, manca soltanto di vedere una massa pelosa far la fila al supermercato. Quelli che però all’apparenza sono animali anche buffi, sono in realtà pericolosissimi. Per averne conferma basta chiedere agli agricoltori, esasperati da decenni dai danni che i suidi provocano al loro lavoro. La portata del fenomeno aumenta progressivamente in tutta Italia. Tra le regioni più colpite, il Lazio, con circa tre milioni di euro di danni nel solo 2013, la Toscana, la Valle d’Aosta, il Piemonte, le Marche ed il Molise. In Parlamento da mesi ci sfiatiamo per ovviare a questa annosa questione. Ad esempio già circa un anno fa in Commissione Agricoltura ha votato favorevolmente la risoluzione per il contenimento dei danni dei cinghiali che recepiva gran parte delle nostre osservazioni che tengono conto degli studi scientifici dell’Ispra e di altri Enti di ricerca competenti. Ma il Governo, nonostante le sollecitazioni del M5S, è rimasto finora immobile. E l’impressione è che si attenda la tragedia per fare effettivamente qualcosa. Per questo abbiamo depositato un’interpellanza urgente al ministro delle Politiche Agricole, Martina, su cui chiediamo azioni concrete prima possibile. Nel testo, in particolare, mettiamo in evidenza come, oltre ai danni alle colture, è grave la mancanza, allo stato attuale, di una banca dati unica sui capi abbattuti complessivamente dai cacciatori assoldati a tale scopo; l’assenza di un blocco reale alle nuove immissioni a scopo venatorio e la mancanza di informazioni sull’operato degli Ambiti Territoriali di Caccia. Insomma, tante lacune: forse non si vuol disturbare anche stavolta chi porta voti?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.