Centrale biogas di Matelica: cronaca di una morte annunciata. Interrogazione a Galletti

biogas matelica

Attraverso la stampa qualche giorno fa abbiamo scoperto che la centrale biogas di Matelica, situata in località Pezze, sarebbe in fase di spegnimento. Procedure e modalità di smantellamento però non sono note: si sa solo che chiuderà. Cronaca di una morte annunciata, come il M5S aveva ampiamente previsto: l’impianto, sovradimensionato e svantaggioso in termini economici, fu imbastito da un privato sfruttando una legge regionale poi giudicata incostituzionale. Centinaia di ettari di terreni agricoli sono stati sfruttati per questo gigante d’argilla, la cui produzione di energia elettrica è sempre stata insufficiente. Come M5S (un ringraziamento particolare va a Leonardo Mori per il lavoro certosino svolto negli anni sulla vicenda) abbiamo sempre denunciato l’inutilità di questo mastodonte, grazie anche all’impegno encomiabile del comitato cittadino di Matelica che non ha lesinato neanche una stilla di energia per evidenziare le contraddizioni e i rischi di tenere una struttura simile in un territorio come quello dell’alto maceratese.

Che l’impianto non fosse conveniente per chi ha costruito la struttura lo si era capito subito, tanto che ad ora si può asserire che essa è stata finanziata alla fine dagli stessi cittadini attraverso la bolletta elettrica. Oltre al vil denaro, c’è poi la questione ambientale: la centrale ha prodotto negli anni tonnellate di digestato, i cui effetti su campi e falde acquifere limitrofe non sono mai stati né verificati né stimati. La storia di questa centrale è sinistra e travagliata: un anno e mezzo fa infatti, per decisione del gip Domenico Potetti, l’impianto fu messo sotto sequestro per via delle eccessive emissioni. Da lì solo silenzi. Alla luce di ciò, con un’interrogazione al ministero dello Sviluppo Economico chiesi se non fosse il caso di sospendere il versamento dei contributi dal GSE a un’attività simile, il cui potenziale inquinante era palese sin dalla costruzione vista l’assenza del post combustore, cruciale peraltro per avere l’autorizzazione negli impianti a biogas. Pure qui, risposte evasive ed evanescenti, con una mano che ha sempre lavato l’altra.

In mezzo a tutto ciò, va registrato il totale lassismo del comune di Matelica e degli ultimi due sindaci, che si sono di fatto nascosti in merito alla questione. Anche ora che arriva il momento della disattivazione, primo cittadino e assessori si distinguono per la loro assenza. Arrivati a questo punto è giusto che sia il governo a pronunciarsi: ho depositato proprio ieri un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti al fine di chiarire diverse cose sull’ormai evidente chiusura dell’impianto. A conferma di questo scenario ci sono diverse foto, che mostrano uno dei digestori già sgonfiato e l’altro in via di dismissione. Che l’impianto fosse troppo grande e quasi farsesco era aspetto noto, e la difficoltà di reperire materiali ha fatto il resto. Ora non va aggiunta anche la beffa di uno smantellamento fatto così come viene, magari in modo irregolare e soprattutto inquinante. Per questo ho chiesto al ministero di vigilare e di rendere noto l’iter che porterà alla chiusura nel rispetto di tutte le norme. Inoltre, chiediamo al governo come M5S di agire proprio sul piano normativo, l’anarchia sulla nascita di certe strutture e dei loro cicli produttivi è inaccettabile e dannosa.

[button color=”blue” size=”medium” link=”http://www.patriziaterzoni.it/sigilli-alla-centrale-biogas-di-matelica/” ]IL CASO DEL SEQUESTRO[/button]

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