Amianto nell’area ex Carbon di Ascoli Piceno: i fondi per la bonifica ci sono, ma si fa melina

carbon ascoli piceno

Nel 2013 il governo approvò un piano che invitava le regioni a mappare la presenza di amianto all’interno dei propri confini: non solo quasi nessuna ancora lo ha fatto, ma i fondi che sono destinati alla messa a norma di edifici e alle bonifiche vengono puntualmente dirottati altrove. Le Marche non fanno eccezione, purtroppo. Nella nostra regione il caso più sfacciato rimane quello dell’area ex Carbon di Ascoli Piceno: da anni si susseguono promesse, appelli e moniti per bonificare l’area. L’amianto però è ancora lì indisturbato, con tutti i rischi che ciò comporta. Proprio qualche giorno fa è arrivata una lettera del Servizio di Igiene e Salute pubblica dell’Area vasta 5, inviata anche alla Procura della Repubblica di Ascoli e al direttore della stessa area vasta. Il Piano operativo di bonifica va autorizzato subito, e il sito va messo in sicurezza: su questa area, vicino alla quale ci sono un chiesa e degli impianti sportivi, si è già fatta troppa melina. Il motivo? I forti interessi economici in ballo, che prevedono speculazioni e cementificazioni ulteriori. Il tutto sulla pelle dei cittadini, che si trovano a due passi da casa un sito fortemente nocivo senza che nessuno muova un dito.

Non va dimenticato che nel 2015 l’Ue ha stanziato dei fondi proprio per procedere con le bonifiche nelle aree dove la presenza di amianto risulta eccessiva, ma in Italia sono stati utilizzati soltanto per un 2%: come al solito lo slogan “non ci sono i soldi” è soltanto una scusa, poiché in questo caso essi ci sono eccome, ma vengono spesi per altro.

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