Accesso agli atti. Una mini guida per la trasparenza.

UNA MINI-GUIDA PRATICA (E UN FAC-SIMILE) PER L’ACCESSO AGLI ATTI E AI DATI
Pensate che il depuratore comunale per cui pagate fior di bollette non funziona e volete fare qualcosa ma non sapete come?
Temete il taglio di un bosco per far posto a villette e volete opporvi ma non sapere come?
#trasparenza e #partecipazione sono da sempre due capisaldi dell’azione politica del #M5S
Avete visto che battaglia ha dovuto sostenere il nostro ministro #Toninelli per superare le resistenze per la pubblicazione delle convenzioni autostradali?
Io stessa sono entrata nel Movimento da un lato perché indignata rispetto alle condizioni in cui i partiti hanno ridotto il paese e dall’altro per la voglia di dare il mio contributo a cambiare pagina.
Come vi avevo annunciato ogni tanto voglio fare post sulle azioni pratiche che ognuno di voi, anche sa semplice cittadino, può mettere in pratica per darci una mano a cambiare in meglio l’#Italia.
UN MOMENTO FONDAMENTALE
L’accesso agli atti è un momento fondamentale di qualsiasi iniziativa, perché permette di conoscere i documenti alla base delle scelte di un’amministrazione.
Un permesso, un’autorizzazione, un parere devono essere sempre motivati e quindi ci sono relazioni, progetti, studi.
Inoltre comuni, regioni, ministeri devono assicurare il monitoraggio dell’ambiente. Anche lì dati, referti, studi.
Tutti atti pubblici, tranne pochissimi casi previsti dalla legge (sicurezza nazionale; dati soggetti a privacy; brevetti industriali), che devono essere consegnati entro 30 giorni da una richiesta scritta.
IL FAC-SIMILE PER LA RICHIESTA
Dal 2016, sulla base del Decreto legislativo 33/2013 (lo trovate qui), tutti i cittadini hanno il diritto di accedere a qualsiasi atto della pubblica amministrazione, senza dover motivare la propria richiesta o dimostrare la propria legittimazione, entro 30 giorni dalla richiesta.
Ho preparato per voi un fac-simile molto semplice che potrete usare per depositare una richiesta di accesso agli atti, completando ovviamente le parti evidenziate.
IL DECRETO SULLA TRASPARENZA AMBIENTALE
Pochi sanno da 13 anni esiste un Decreto, il 195/2005 (lo trovate qui), specifico sulla trasparenza in materia ambientale che permette a tutti i cittadini di accedere agli atti concernenti l’ambiente (e la salute).
Questo decreto dovrebbe essere mandato a memoria da comuni, regioni e ministeri perché all’Art.8 obbliga addirittura gli enti a pubblicare periodicamente sul sito WEB istituzionale tutti i dati ambientali in possesso dell’Ente.
Tutti, anche quelli ricevuti da altri enti!
Tra l’altro è una delle poche norme facilmente accessibili a tutti i cittadini, leggibile.
Conoscere i propri diritti permette di affrontare burocrati arroganti e assessori pretenziosi.
COSA FARE SE NON RISPONDONO
Scaduti i 30 giorni senza risposta, io consiglio di chiamare telefonicamente per far capire che c’è interesse oppure di mandare una diffida/sollecito dando 10 giorni. Spesso l’intoppo è facilmente risolvibile armandosi di un po’ di pazienza, anche per evitare contenziosi che allungano ancora di più i tempi.
Comunque se non rispondono o negano l’accesso con motivazioni pretestuose si può, alternativamente:
-o chiedere il riesame della pratica al responsabile dell’anti-corruzione dell’Ente (trovate i riferimenti sui siti WEB di ogni ente);
-per gli accessi in materia ambientale, fare ricorso al Difensore civico regionale, competente per comuni, regioni, province; enti regionali (come agenzie per l’ambiente o per l’agricoltura);
-per gli accessi in materia ambientale presso enti statali (prefetture; Vigili del Fuoco, Ministeri, Istituto Superiore di Sanità ecc.) fare ricorso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Commissione per l’Accesso;
-fare ricorso al TAR (gratuito per le questioni attinenti la trasparenza).
Ovviamente ci sono molteplici casi che per brevità non posso trattare ma per iniziare credo sia sufficiente.

BUONA TRASPARENZA (E TANTI RISULTATI CONCRETI) A TUTTI!